John P.Martin direttore per l'occupazione, il lavoro e gli affari sociali dell'OCSE sintetizza in questo modo i risultati del ponderoso studio appena presentato dalla sua organizzazione dal titolo OECD Employment Outlook 2010: moving beyond the jobs crisis.
"In un tempo in cui la disoccupazione è alta e molti lavoratori sono preoccupati per la stabilità del proprio lavoro, è particolarmente difficile chiedere riforme strutturali del mercato del lavoro in particolar modo per quanto riguarda le regolamentazioni. Eppure in molti Paesi queste riforme dovrebbero essere parte integrante di una strategia comprensiva sia della creazione di nuovi lavori sia della ricerca di una maggiore produttività.
Le evidenze mostrate in questo volume suggeriscono che riforme parziali della protezione degli occupati negli scorsi decenni che hanno promosso la flessibilità del mercato del lavoro con regole più facili e contratti temporanei , lasciando contemporaneamente forti restrizioni ai lavori permanenti, hanno aumentato dovunque la mobilità. Queste riforme non promuovono una più efficiente allocazione dei lavoratori o accesciuto la produttività. Coloro che avevano contratti temporanei hanno perso il lavoro negli anni della recente recessione perché le aziende hanno adattato la forza lavoro alla domanda semplicemente rescindendo i loro contratti. In altri termini: il dualismo creatosi tra le riforme asimmetriche della protezione del lavoro nei tempi buoni hanno esasperato nella crisi la perdita dei lavoratori concentrati nelle aree disagiate della precarietà, soprattutto i più giovani.
E' dunque necessario creare i giusti incentivi perché le aziende tornino ad assumere più lavoratori. Il che potrebbe portare a un riequilibrio nelle protezioni dei lavoratori temporanei e permanenti. Fare in modo che il lavoro temporaneo non sia una trappola ma un passo per trasformarsi in lavoro permanente. ...
Il ribilanciamento della protezione dei lavoratori deve essere introdotto come parte di un pacchetto comprensivo di benefici accordati ai disoccupati, con regole chiare e severe sulle condizioni di lavoro e un pacchetto ben progettato per l'attuazione.
Nell'accompagnare e proteggere i lavoratori nel passare da lavoro a lavoro sono necessarie misure complementari per migliorare la riallocazione delle risorse produttive. Raccomandazioni non nuove ma ancora più importanti e urgenti oggi".
Il confronto con le precedenti crisi economiche. La curva attuale è quella in nero
Il quadratino delle previsioni per l'Italia stima una disoccupazione a Marzo 2010 circa dell'8,75%
I numeri dei posti di lavoro perduti nel 2009. La percentuale italiana 136,2% è sopra le medie UE e OCSE
L'impatto delal disoccupazione sulla crescita del Prodotto Interno Lordo
Il diagramma della produttività per ora lavorata
Il peso delle misure degli ammortizzatori sociali
L'efficacia delle misure di supporto per il mantenimento dell'occupazione
Se la crisi si farà ancora più severa sono guai
Il maggior peso della perdita di lavoro è sui giovani e gli anziani