Oracle non svilupperà più software per la piattaforma Intel Itanium perché questa famiglia di processori è arrivata alla fine del suo ciclo di vita. Questa azione forte di Oracle, motivata da una spiegazione che stronca i prodotti server di Intel, ha scatenato un putiferio. Intel difende i suoi prodotti e HP accusa Oracle di mantenere in vita il fallimentare business dei server Sun.
Oracle abbandona lo sviluppo dei prodotti per piattaforma Itanium
Il comunicato di Oracle non lascia adito a incomprensioni: "Dopo diverse conversazioni con Intel, la dirigenza di Oracle ha deciso di interrompere tutto lo sviluppo software sui microprocessori Intel Itanium. I vertici di Intel hanno fatto chiaramente capire che il loro focus strategico è sui microprocessori x86 e che le soluzioni Itanium sono vicine alla fine della loro vita". Inoltre, Oracle ha aggiunto che la sua scelta è condivisa da altri grandi produttori di software del calibro di Microsoft e RedHat (Microsoft lascia Itanium al suo destino), che nelle recenti presentazioni delle strategie aziendali per i prossimi anni non avrebbero incluso Itanium fra le piattaforme di sviluppo.Oracle sta in sostanza seguendo le orme di Dell e IBM, che si sono sbarazzate dell'incomodo Itanium già nel 2005.
Di posizione diametralmente opposta sono invece Intel e HP, i principali sostenitori di Itanium, che hanno urlato a gran voce di non avere nessuna intenzione di abbandonare questo progetto.
Paul Otellini, presidente e amministratore delegato di Intel, ha dichiarato che "Il lavoro di Intel sui processori e le piattaforme Intel Itanium continua senza soste, con diverse generazioni di chip in sviluppo e in linea con i tempi previsti. Rimaniamo fermamente impegnati nell'offrire una roadmap competitiva per differenti generazioni rivolta ad HP-UX e agli altri sistemi operativi che supportano l'architettura Itanium".
Dave Donatelli, vicepresidente esecutivo e general manager della divisione server enterprise, storage e networking di HP ha aggiunto che "Oracle continua ad avere un comportamento che va contro i clienti, perché si muove solo per cercare di mantenere in vita il fallimentare business dei server Sun. HP crede in un'onesta e leale competizione. La rivalità è una cosa buona per i clienti, l'innovazione e il mercato. Siamo rimasti scioccati nell'apprendere che Oracle avrebbe deciso di mettere a rischio governi e imprese, costando loro centinaia di migliaia di dollari in perdita di produttività, grazie a una mossa spudorata per limitare una leale competizione. I clienti Oracle, con i loro acquisti, votano contro la piattaforma Sun. Quest'ultima azione di disinformazione portata avanti da Oracle è un chiaro tentativo di forzare i clienti ad acquistare i server Sun con una mossa disperata volta a frenare il declino della loro quota di mercato".
Non è da escludere a priori che la decisione drastica di Oracle sia fondata anche sull'interesse verso i prodotti Sun, ma il produttore in realtà non ha fatto altro che seguire l'esempio di altri punti di riferimento del mercato, come Microsoft e IBM. Del resto, la teoria che Itanium abbia esaurito il suo ciclo di vita è in circolazione da tempo: Unisys lo sosteneva già a febbraio 2009 (Itanium non ha futuro, parola di Unisys News).
Intel sta attualmente lavorando al progetto Poulson, un chip Itanium a 32 nanometri con otto core, dopo il quale si aspetta l'esordio di Kittson. All'IDF di Pechino potrebbero esserci notizie su Pulson.
Intel ha quindi ragione a sostenere che lo sviluppo della piattaforma Itanium prosegue e che potenzialmente ha ancora anni di vita davanti a sé, quello che resta da capire è se i clienti continueranno a comprare server Intel e se gli sviluppatori smetteranno di abbandonarli.