26/10/2011 di Redazione

Palmisano lascia IBM, arriva Virginia Rometty

Samuel Palmisano ha appena compiuto 60 anni: dal prossimo anno andrà in pensione e manterrà solo la carica di presidente. Al suo posto è stata designata Virginia Rometty, che finora ha guidato con successo alcuni dei settori di importanza strategica per B

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Virginia M. Rometty, vice presidente senior di IBM, è stata nominata successore di Samuel J. Plamisano, che lo scorso luglio ha compiuto 60 anni, un'età che per tradizione in IBM decreta la fine dell'impegno manageriale dei dirigenti.

La notizia è stata data dal New York Times, secondo cui il Consiglio di Amministrazione avrebbe dato la notizia nella giornata di ieri. Palmisano resterà presidente di IBM, ma dall'inizio del prossimo anno sarà la Rometty a prendere in mano le briglie di una delle aziende più floride del settore IT.

Virginia Rometty sarà il nuovo amministratore delegato di IBM dal prossimo anno

La signora Rometty, 54 anni, è un volto molto conosciuto nel settore della tecnologia, e finora ha guidato con successo alcuni dei settori di maggiore importanza strategica per IBM, come quello dei servizi e del software analitico. La Rometty si è inoltre occupata di fusioni importanti e dell'avvio delle vendite in alcuni mercati emergenti che oggi sono una delle voci di bilancio più importanti per l'azienda.

Sempre secondo il quotidiano newyorkese la Rometty avrebbe vinto un testa a testa con Steven A. Mills, che però sarebbe stato fortemente svantaggiato dall'età di 60 anni. Nel corso di una intervista oggi Plamisano ha lodato il lavoro di Mills spiegando che ha svolto "un lavoro fenomenale", ma non potuto premiarlo con una promozione al ruolo che probabilmente si è ampiamente meritato.

La Rometty diventa così uno dei dirigenti di più alto profilo nell'ambito delle aziende statunitensi, insieme alla neopromossa Meg Whitman di HP, a Ursula Burns di Xerox, Indra Nooyi di Pepsi e Ellen J. Kullman di DuPont. Palmisano ha dichiarato al New York Times che "Ginni ha capito perché se lo merita", riferendosi alla Rometty con il nome informale con il quale è conosciuta da amici e dai colleghi più stretti. La sua nomina, ha aggiunto Palmisano, "non ha nulla a che fare con politiche sociali progressiste", come a dire che non è stata scelta in quanto donna ma per le sue riconosciute e apprezzate capacità manageriali.

Samuel Palmisano lascia la carica di CEO per limiti di età: ha compiuto 60 anni

La signora Rometty si è laureata in informatica alla Northwestern University, è entrata in IBM nel 1981 come ingegnere sistemista e ha scalato rapidamente i ruoli di successo lavorando con clienti importanti come banche, assicurazioni, telecomunicazioni, produzione e assistenza sanitaria. Per gran parte dell'ultimo decennio ha guidato la crescita e lo sviluppo del grande business dei servizi di IBM. 

Ha lavorato all'acquisizione di PricewaterhouseCoopers per 3,5 miliardi di dollari e in seguito è stata messa a capo del coordinamento dei consulenti della società acquisita, lavorando fianco a fianco con tecnici di IBM per creare servizi su misura e offrire soluzioni software verticali per specifici settori. Secondo Palmisano la Rometty così agendo "ha fatto l'affare, e l'ha fatto funzionare".

Nel 2009 la Rometty è stata nominata Senior Vice President e Group Executive di vendita, marketing e strategie e si è occupata dello sviluppo delle attività nei mercati emergenti come Cina, India, Brasile e diverse nazioni africane. Questi mercati rappresentano oggi il 23 per cento dei ricavi di IBM, e dovrebbero raggiungere il 30 per cento entro il 2015. Per commentare questo aspetto del suo lavoro di recente la Rometty aveva dichiarato che "non si tratta di catturare i mercati, si tratta di creare nuovi mercati".

Sotto la guida di Palmisano, amministratore delegato dal 2002, IBM ha ceduto la divisione personal computer a Lenovo e alcune linee di prodotti hardware per focalizzarsi sempre più su servizi e software. I clienti di IBM sono principalmente grandi aziende e governi. La politica di Plamisano si è rivelata indiscutibilmente vincente: gli utili sono fortemente cresciuti e il valore azionario ha avuto una crescita costante. Inoltre, di recente IBM ha superato Microsoft ed è diventata la seconda azienda tecnologica per valore, misurato dalla capitalizzazione di mercato, dietro a Apple.

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