Lenovo si conferma il produttore di Pc con l'andamento migliore del panorama mondiale e l'unico, a parte Asus, a guidare la crescita delle vendite dei computer. Nell'anno fiscale chiuso a marzo 2012 infatti l'azienda cinese ha messo a segno una crescita del 73 per cento dell'utile netto. Nel suo secondo trimestre fiscale, invece, Dell ha fatto uno scivolone del 10 per cento.
I notebook hanno rappresentato il 56% delle vendite di Lenovo del primo trimestre 2012
Per l'anno fiscale che è concluso a marzo di quest'anno Lenovo ha registrato profitti per 473 miliardi di dollari e
ricavi consolidati pari a 29,6 miliardi di dollari, che segnano una
crescita del 37 per cento su base annua, con un margine lordo dell'11,7%
e utili netti per azione di 0,0467 dollari.
Passando all'analisi dei primi tre mesi del 2012, il volume globale delle vendite di Pc Lenovo è in aumento del 34,9%. Rispetto al totale dei ricavi consolidati (7,5 miliardi di dollari) generati in questo periodo il 39% proveniva dal mercato domestico, il 45% dai mercati maturità quali Nord America, Europa occidentale, Giappone, Australia e Nuova Zelanda, e il 16% dai mercati emergenti.
I notebook hanno rappresentato il 56% delle vendite del primo trimestre 2012, i desktop hanno pesato per il 32%, mentre i prodotti per Internet mobile e dispositivi domestici digitali sono valsi il 12% del fatturato.
Il consumer penalizza Dell
Lo scenario di Dell è l'esatto opposto di quello illustrato finora. L'azienda statunitense, già retrocessa lo scorso anno alla terza posizione della classifica dei produttori di PC, ha dichiarato profitti in calo del 10% rispetto primo trimestre 2012 e del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Inoltre i ricavi del settore pubblico sono scesi del 4%, a fronte di un incremento del 4% delle entrate provenienti dalle piccole e medie imprese.
Come accaduto anche per HP, l'andamento peggiore si è registrato nelle vendite dei prodotti consumer, in contrazione in questo caso del 12%. Al contrario di HP, Dell ha visto una crescita nei ricavi provenienti dal settore server e networking, in aumento del 2%. Ottimi anche i proventi dei prodotti di stoccaggio, che sono aumentati del 24%, a 423 milioni di dollari.
Durante la conferenza con gli investitori il CFO Brian Gladden ha spiegato che l'azienda ha dovuto fronteggiare un "mercato difficile" e che gli sforzi per migliorare la situazione non hanno portato i benefici che ci si aspettavano. Come la Whitman di HP, Gladden spiega che "ci sono stati alcuni settori in cui le vendite non sono andate come previsto, e situazioni di mercato che hanno ostacolato il lavoro". A colpire è stato soprattutto il calo a doppia cifra (-10%) delle vendite di notebook, dovuta a "un mix di fattori, tra cui "un ambiente più aggressivo competitivo, in particolare nella fascia entry level e nei mercati emergenti".
Dell ha sofferto nel secondo trimestre fiscale del calo di domanda dei notebook consumer
Anche se il manager non ha fatto nessun riferimento esplicito a Lenovo, la crescita costante a doppia cifra nei paesi dell'area Pacifico lascia intendere che sia proprio il produttore cinese ad avere ostacolato l'espansione della concorrenza. Da notare che in Cina anche HP è andata male, quindi sembra proprio che Lenovo stia agendo da schiacciasassi per assicurarsi la predominanza in casa.