03/02/2012 di Redazione

Ricarica wireless per le auto, addio ai benzinai

Una ricerca dell'Università di Standford svela come sarà possibile ricaricare le vetture elettriche mentre viaggiano in autostrada. Il segreto? Bobine integrate nel manto stradale, che forniranno 10 kilowatt di energia a una distanza fino a 6,5 metri con

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I ricercatori dell'università di Standford hanno migliorato il sistema di ricarica wireless WiTricity che era stato messo a punto originariamente dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) e che è mirato a consentire di ricaricare le batterie dei veicoli elettrici a motore senza bisogno di cavi o di avere una presa a disposizione. Gli scienziati di Standford hanno infatti trovato il modo per trasmettere 10 kilowatt di energia elettrica a una distanza di 6,5 piedi (circa due metri), con una minima dispersione di energia.

Le auto elettriche si caricheranno mentre viaggiano in autostrada

La scoperta è importante perché oggi l'ostacolo maggiore alla diffusione dei veicoli elettrici è proprio la ricarica delle batterie, e il fatto che se ci si allontana troppo dalle colonnine deputate a rifondere corrente negli accumulatori si resta a piedi. Gli studi sono tutti mirati al progetto ambizioso di creare un giorno delle autostrade attrezzate che ricarichino le batterie mentre le auto sono in movimento, così da farle funzionare a tempo indeterminato.

A quanto pare la chiave per la riuscita del progetto è la trasmissione di energia elettrica a distanza, che secondo la nuova scoperta si dovrebbe ottenere integrando nel manto stradale delle bobine inclinate a un angolo di 90 gradi e collegate alla rete elettrica. Il requisito sine qua non è però che anche le auto installino lo stesso tipo di bobina, così da creare un campo magnetico con l'autostrada, in grado di trasmettere energia elettrica ai veicoli in funzione via wireless.

Al momento l'idea è solo una teoria sviluppata su modelli informatici, ma i risultati sono promettenti perché le simulazioni al computer denotano un'efficienza di trasferimento di potenza del 97 per cento. Ora non resta che condurre nuovi studi per dimostrare all'atto pratico che la teoria si possa convertire all'atto pratico senza perdita di qualità.

Oltre, tutto, se gli studi dovessero procedere come si spera, gli stessi campi magnetici potrebbero essere sfruttati per controllare lo sterzo dei veicoli e garantire che rimangano sempre all'interno della corsia di percorrenza.

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