07/03/2012 di Redazione

Ricerca scientifica a ritmo di Terabyte con Red Hat

La società americana ha siglato un accordo con il Cornell University Institute for Biotechnology and Life Science Technologies, ateneo che ha sedi in tutto il mondo, per fornire l'infrastruttura necessaria per immagazzinare e gestire quantità enormi di da

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Il Cornell University Institute for Biotechnology and Life Science Technologies ha scelto la tecnologia Red Hat Storage – nota anche come Gluster – per le proprie attività. La società del cappello rosso appunta così un altro fiore all'occhiello, e diventa protagonista di progetti di ricerca avanzati sul Dna umano.

Cornell University Institute for Biotechnology and Life Science Technologies

"L'Istituto - ha infatti precisato Steven Lee, consulente del Cornell Center for Advanced Computing systems - riunisce un gruppo eterogeneo di scienziati universitari per condurre ricerche in campo biologico e fisico, nonché  ingegneristico e informatico, che producono grandi quantità di dati".

Ricerche che creano 15-20 terabyte di dati al mese, che vanno gestiti in sicurezza e con la massima scalabilità. Gli esperti dell'istituto hanno trovato che la tecnologia Red Hat offre quanto necessario, soprattutto grazie al fatto di essere software-only.

L'altro vantaggio sta nei costi contenuti offerti da Red Hat, che sono proprio ciò che ha convinto James VanEe, responsabile IT dell'Istituto: "con Red Hat Storage siamo in grado di ridurre le spese grazie ad una soluzione software economica, pur mantenendo la nostra infrastruttura esistente".

Tra le chiavi di questa scelta c'è infatti la possibilità di integrare la Red Hat Storage Software Appliance con l'infrastruttura esistente, dove altri fornitori richiedono di acquistare nuovi prodotti. Un risultato possibile grazie all'uso della virtualizzazione, che permette di implementare lo storage come si fa con la potenza di calcolo.


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