Il mondo dei social newtork è cambiato, ancora una volta. Con un lancio – forse volutamente – in sordina, Microsoft ha varato una nuova piattaforma 2.0, So.cl, concepita come un intreccio di funzioni di search engine e condivisione social, a partire da un assunto di fondo: non sarà, né tenterà di essere un’alternativa a Facebook.
La solidità del gigante blu dei social, fresco di quotazione a Wall Street, ha infatti lasciato poco margine d’azione a chi, come Google, con il suo G+ ha tentato di percorrere una strada sostanzialmente parallela a quella tracciata dalla creatura di Mark Zuckerberg. Microsoft ha dunque scelto offrire un servizio non concorrenziale, bensì complementare ed eventualmente sovrapponibile a quello di Facebook.
Per accedere a So.cl è infatti possibile transitare dallo stesso Facebook o da Windows Live, cioè effettuando il log in da una delle due piattaforme e (nel primo caso) attivando un’app creata appositamente; al momento, tecnicamente, si può soltanto entrare a far parte di una waiting list, attendendo di essere invitati via mail.
Pur aperta a chiunque, la piattaforma di Microsoft è
pensata, per il momento, soprattutto per gli studenti e i professori universitari, come luogo di condivisione di conoscenze e interessi legati al mondo dello studio e della formazione. Come ha spiegato
Lili Cheng, general manager del gruppo FuSe (Future Social Experience, il ramo ricerche social di Microsoft, che dal 2009 lavora al progetto), So.cl è stato sperimentato nell’Università di Washington, nella Syracuse e nella New York University con lo scopo di aiutare “le comunità accademiche a sviluppare nuovi modalità di collaborazione attraverso la tecnologia”.
Per le ricerche,
il sito attinge ai risultati di Bing, il motore posseduto dallo stesso Microsoft, seguendo l’esempio di integrazione scelta da Google per il suo G+. Gli utenti possono inoltre creare post con video, foto, testo e altri elementi, per condividerli con gli studenti dal profilo o dagli interessi di studio simili. L’innovazione verà, però, è rappresentata dai
“video party”, ovvero dei post con filmati a cui ciascuno può aggiungere degli elementi, come in una sorta di montaggio video social.
Il nuovo servizio 2.0, in ogni caso, si presenta non tanto come una rete di amicizie e conoscenze, bensì come uno strumento per trovare informazioni ed entrare in contatto con persone dagli interessi simili. Microsoft stessa definisce So.cl come un
“esperimento di open search”, dal momento che le ricerche effettuate sul sito sono visibili dagli altri iscritti alla piattaforma, nonché da “terze parti”. L’idea, dunque, pare interessante anche dal punto di vista di eventuali investitori o soggetti interessati a trarre benefici commerciali.
E mentre nel resto del mondo la dimensione social di Internet accoglie un nuovo protagonista, in Pakistan l’uccellino di
Twitter si ritrova imbavagliato dalla censura governativa. L’authority delle telecomunicazioni del Paese sabato scorso ha imposto ai service provider nazionali di bloccare l’accesso al sito di microblogging. Il motivo? La circolazione di caricature “blasfeme” del profeta Maometto.
Tanto sul sito dell’uccellino azzurro quanto su Facebook nei giorni scorsi sono circolate immagini ironiche a sfondo religioso all’interno di una competizione fra utenti. E mentre il social di Zuckerberg, su richiesta delle autorità pakistane, ha subito rimosso i post incriminati, l’accesso a Twitter è rimasto interdetto per diverse ore, per poi essere sbloccato nella giornata di domenica. Episodi simili erano accaduti ne maggio 2010, quando per due settimane ai cittadini era stato impedito l’Facebook, sempre a causa di contenuti ritenuti offensivi per l’Islam.