24/05/2013 di Redazione

Software pirata, una piaga che danneggia il Pil

Con un aumento di appena l’1% nell’utilizzo di programmi legalmente acquistati si produrrebbe, su scala nazionale, in media un valore aggiunto di 17 miliardi di euro. A dirlo è uno studio condotto da Bsa- The Software Alliance e dall’istituto di formazion

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Tra le vittime della pirateria informatica non ci sono soltanto i proprietari del bene intellettuale “scippato”, ma anche la più generale economia di una nazione. L’affermazione potrebbe sembrare esagerata, ma uno studio di condotto da Bsa-The Software Alliance e dall’istituto di formazione manageriale Insead dimostra, dati alla mano, l’impatto negativo sul Pil dell’utilizzo di software senza licenza.


Secondo l’indagine (L’impatto economico del software legale: vantaggi competitivi), realizzata su dati provenienti da 95 Paesi, in media un aumento di appena l’1% nell’utilizzo di software legali genererebbe circa 22 miliardi di euro di produzione nazionale, rispetto ai 502 milioni di euro derivati dalla stessa percentuale riferita ai software pirata: ciò significa che un incremento dell’1% nell’uso di applicativi regolarmente acquistati produrrebbe un valore economico di circa 17 miliardi di euro.

Lo studio rileva, inoltre, che ogni dollaro investito in ulteriore software con regolare licenza ha un rendimento stimato del capitale investito (Roi) di 103 euro, mentre da ogni euro di valore aggiuntivo di software pirata messo in circolazione derivano solo 26 euro di Roi. Fin qui i valori medi dei 95 Paesi, ma va notato che su base dollaro-per-dollaro il ritorno sugli investimenti legati all’utilizzo di software con regolare licenza è maggiore nei Paesi in via di sviluppo: in media circa 437 dollari in più in termini di Pil.

La conclusione è chiara: a fronte di un risparmio immediato (e in un certo senso “egoistico”, e comunque non privo di rischi) da parte della singola azienda che sceglie di installare copie illegali di prodotti software, il risultato finale è dunque una perdita di Pil potenziale, e dunque uno svantaggio collettivo. E la regola vale senza eccezioni per tutti i 95 Paesi osservati, pur con numeri diversi.

“Adottare software con regolare licenza riduce il rischio e crea efficienza operativa, due elementi che vanno a impattare direttamente sul business delle imprese”, ha dichiarato Matteo Mille, presidente di Bsa Italia. “Questo studio conferma che il software concesso in licenza non è solo un bene per le imprese, ma è un importante motore di crescita economica nazionale. Il Governo, le forze dell’ordine e il mondo dell’industria in Italia dovrebbero cogliere questa opportunità, riducendo la pirateria, promuovendo l’uso di software con regolare licenza e quindi contribuendo a ottenere potenziali guadagni per l’economia nazionale”.

“Studi precedenti hanno dimostrato che il valore aggiunto dei servizi offerti sulla base di software legale aiuta le imprese a ridurre i costi e ad aumentare la produttività”, ribadisce Eduardo Rodriguez-Montemayor, ricercatore senior dell’Instead. “Questa ricerca conferma ulteriormente quale grande impatto abbia l'uso del software sulla produzione nazionale”.

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