Annuncio con il botto quello di ieri di Symantec per la prima trimestrale dell’esercizio fiscale 2013 ma non dovuto ai risultati iscritti a bilancio per il periodo conclusosi il 29 giugno. La società americana ha infatti ufficializzato che Enrique Salem, presidente e Chief executive officer, si è dimesso con decorrenza immediata e il consiglio di amministrazione della compagnia ha nominato al suo posto Steve Bennet, che aggiunge alle due cariche quella già ricoperta di Chairman del board.
Steve Bennet, nuovo presidente e Chief executive officer di Symantec
L’uscita di scena di Salem, dopo 19 anni passati in Symantec (gli ultimi tre come Ceo), arriva a sorpresa ma è chiaro l’intento dell’azienda di dare una sterzata a un business che non sta evidentemente dando soddisfazione agli azionisti. E le parole di Bennet (ex numero uno di Intuit tra il 2000 e il 2007 e un’esperienza di 23 in General Electric) sono in tal senso inequivocabili: “se da una parte sono stati fatti progressi negli ultimi tre anni in diverse aree, il board ha ritenuto che fosse nell’interesse di Symantec apportare un cambiamento nella figura del CEO… La mia opinione è che, sebbene gli asset siano forti, l’azienda sia underperforming rispetto alle opportunità”.
Quanto ai risultati del trimestre il fatturato (Gaap) è stato di 1,67 miliardi di dollari, in salita del 1% anno su anno, mentre il margine operativo (non Gaap) ha registrato un incremento del 26.1%. Negativo, invece, il consuntivo del cash flow delle attività operative, scivolatoa 340 milioni di dollari rispetto ai 503 milioni di dollari di dodici mesi fa.
L’utile netto (Gaap) è sceso a 172 milioni di dollari, rispetto ai 191 milioni dello stesso periodo dello scorso anno; l’utile per azione è invece salito a 0,43 dollari nonostante, parole del Chief financial officer James Beer, “un vento contrario dell’11% di valuta estera,”
A livello di segmenti di business, il Consumer ha rappresentato il 31% del fatturato totale con un decremento anno su anno dell’1%, quello dei prodotti di sicurezza e compliance ha coperto il 30% delle entrate, con una crescita del 7% anno su anno, mentre quello delle soluzioni di storage e server management ha generato il 35% del giro d’affari, con un decremento del 2%.
I servizi, infine, hanno contribuito per il 4%, con una diminuzione del 2% anno su anno, mentre le attività internazionali hanno rappresentato il 51% del fatturato (con crescita flat) e la regione Emea il 26% del totale, con una contrazione rispetto allo stesso trimestre del 2011 pari all’8%.