Teradata si picca di essere un produttore di software focalizzato esclusivamente nel data warehousing e nell'enterprise analytics.
In sostanza ciò che fa è spremere dai dati aziendali il massimo dell'intelligibile per disegnare tendenze, spiegare fenomeni, riscontrare anomalie, scrutare nuovi gusti.
La società ha appena rilasciato
Teradata Demand Chain Management (DCM) release 4 con miglioramenti nell'interfaccia e nella maggiore efficienza del flusso di lavoro.
Teradata DCM è, come dice il suo nome, particolarmente indirizzato alle previsioni che riguardano il canale distributivo, ai negozianti, ai grandi magazzini. Pianificare gli acquisti sulla base delle tendenze storiche, prevedere e misurare la possibile domanda di un bene. Un commerciante che acquista ciò che i clienti vogliono e hanno intenzione di comprare è molto più sagace di un rivenditore che vende ciò che ha, molto spesso sotto costo.
Tra le novità del motore logico che sta dietro Teradata DCM c'è il riscontro e sincronizzazione della domanda con la fornitura, dell'esistente in magazino o nei centri di raccolta dei grossisti con quanto occorre nei punti vendita.
E le previsioni sono individualizzate per ogni tipologia di item merceologica venduta. Una informazione che diventa molto utile soprattutto quando si deve inserire un nuovo tipo di prodotto sugli scaffali e non si conosce come reagirà l'acquirente e consumatore. Teradata DCM ha uno specifico modulo, Intelligent Product Introduction, che spreme dal data warehouse il meglio delle informazioni per minimizzare i rischi ma anche per non perdere un'opportunità commerciale.