13/02/2012 di Redazione

Ucc in salsa British: conveniente ma poco "green"

Una ricerca di Smart Technologies svela le motivazioni dell’adozione di strumenti di comunicazione e collaborazione aziendali in 200 società britanniche: al primo posto l’esigenza di risparmio, mentre solo il 3% pensa ai benefici ambientali. I sistemi più

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Come pensano le aziende britanniche? Quanto all’utilizzo degli strumenti di collaborazione e comunicazione intra-aziendali, la risposta ce la dà una ricerca realizzata da Smart Technologies: per la maggioranza delle società  i benefici economici vengono ben prima di quelli ambientali. Più pragmatici che etici, i manager del Regno Unito solo nel 3% dei casi citano il taglio alle emissioni di anidride carbonica come ragione principale dell’adozione dell’Unified Communication & Collaboration, mentre il 40% degli intervistati pensa alla riduzione dei costi.

Lavagne interattive multimediali di SMART Technologies


Queste le percentuali emerse dalla ricerca, titolo Business Productivity Survey, realizzata nell’aprile del 2011 attraverso duecento questionari online compilati da decision maker di altrettante società britanniche con oltre 250 dipendenti, attive in diversi settori merceologici quali servizi finanziari, costruzioni immobiliari, editoria e informatica.

"Questo sondaggio – ha commentato Lisandro Nunez, manager business solutions Emea di Smart Technologies – ci dice forte e chiaro che le aziende scelgono di adottare le tecnologie di collaborazione solo se queste consentono di tagliare i costi. Crediamo che alle aziende interessi anche la questione legata emissioni di carbonio, ma le decisioni di investimento nell'attuale clima economico sono necessariamente prima di tutto atte a realizzare risparmi misurabili in moneta contante”.

“La buona notizia – prosegue Nunez – è che l'ultima generazione di tecnologie per collaborazione risponde a tutte queste esigenze: permette di risparmiare tempo, spese per il viaggio e ridurre le emissioni di  carbonio, mentre porta la produttività e la distribuzione di significative esperienze di collaborazione nei luoghi di lavoro". E in effetti ben l’85% delle aziende pianifica una riduzione delle proprie spese di business travel.

Il  pragmatismo legato alla diffusa attenzione al risparmio è coerente con un altro dato di fondo: per il 73% dei manager l’adozione dell’Ucc si collega strettamente a un miglioramento della produttività. Le idee sono più nebulose, invece, quando si parla di calcoli economici precisi, giacché l’80% degli intervistati dichiara di non aver considerato il ritorno sugli investimenti dell’eventuale adozione di nuove tecnologie. Una fetta significativa del campione, il 40%, ammette inoltre che la propria azienda non ha una strategia di comunicazione unificata.


Ma quali sono le tecnologie più popolari al di là della Manica? I sistemi più diffusi sono quelli di voice-conference, utilizzati dall’82% delle aziende monitorate, e a seguire quelli di videoconferenza (59% dei casi) e le piattaforme di condivisione e modifica di documenti online (56%). Inglesi, scozzesi e gallesi sono un po’ meno tecnologici quando si tratta di strumenti utili durante presentazioni e meeting: il 31% delle aziende possiede almeno una lavagna interattiva multimediale, ma addirittura il 90% dei rispondenti dichiara di scrivere ancora il verbale dopo le riunioni.

Tra i grandi provider di servizi di collaborazione online, Microsoft primeggia con un 42% di diffusione fra le aziende coinvolte nella survey, e a seguire si piazzano Webex (37%), Skype (23%) e IBM Lotus Notes (14%). La ricerca completa è disponibile all’indirizzo: www.smartmeetings.co.uk/_assets/files/Business-Productivity-Report-SMART.pdf.

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