22/05/2013 di Redazione

Virtualizzazione, il futuro è senza mezze misure

Oltre la metà delle aziende intervistate, fra Europa, Americhe e Asia, in uno studio di Symantec ha dichiarato di voler passare e una completa virtualizzazione del proprio ambiente entro due anni. Oggi, però, solo il 18% delle realtà ha già virtualizzato

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Virtualizzazione: sì, no, forse? Un po’ tutte le risposte sono valide, a giudicare dai risultati emersi da un’indagine di Symantec, condotta da King Research su 530 aziende del Nord America, America Latina, Europa e regione Asia Pacifico: nel complesso, meno di un quinto di queste realtà ha già virtualizzato una buona parte dei propri ambienti, ma il futuro vicino sarà, probabilmente, ben diverso.


Soltanto il 18% degli intervistati, infatti, ha dichiarato che la propria azienda ha già attualmente compiuto questo passaggio per almeno il 75% degli ambienti, ma la percentuale di coloro che intendono passare a una virtualizzazione completa entro il 2015 è del 52%. In particolare, la maggior parte delle società coinvolte nella survey ha intenzione di migrare a Windows Server 2012, ma il 93% di esse non ha ancora messo in pratica questa scelta, che offrirebbe loro una serie di funzionalità di virtualizzazione in Hyper-V, un miglioramento della deduplica dei dati e un file system potenziato.  Fra chi è in fase di pianificazione, il 13% delle aziende ritiene di migrare dopo il rilascio del primo service pack, il 15% entro i prossimi sei mesi, il 17% entro un anno e l’11% in un periodo ancora più lungo.

Se questo è il futuro, il presente fotografato da Symantec vede all’opera ancora diverse resistenze nei confronti del cambiamento. Di che cosa hanno paura le aziende che ancora non hanno implementato tecnologie di virtualizzazione? I motivi inibitori includono timori di un tagli insufficiente dei costi, di ambienti fisici non adeguati, della mancanza di tempo e risorse per la migrazione, o ancora timori di una maggiore complessità.

Inoltre, uno dei temi da prendere in considerazione è e sarà la protezione dei dati. E va detto che, sebbene le grandi aziende abbiano più probabilità rispetto alle Pmi di utilizzare applicazioni separate per eseguire il backup di macchine fisiche e virtuali, questo elemento è una preoccupazione che riguarda tutti, a prescindere dalla dimensione d’azienda. Anche se il 62% degli intervistati attualmente prevede un backup separato per le macchine fisiche e per quelli virtuali, il 91% si è detto interessato a trovare una soluzione unica di protezione dei dati, in grado di gestire entrambi i tipi di ambiente.

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