24/08/2011 di Redazione

Android e iOS bersagliati da malware e rootkit

Stando al rapporto di McAfee relativo al secondo trimestre, sono in vertiginoso aumento i malware indirizzati agli smartphone basati sulla piattaforma mobile di Google. Anche gli iPhone sono nel mirino degli hacker grazie alla loro popolarità. E lo spam è

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L'ennesimo appello alla prudenza e alla necessità di maggiore sicurezza per gli smartphone arriva da McAfee, che segnala un ulteriore incremento del rischio di malware. Del resto non è una novità: lo smartphone è diventato il computer più usato, quindi chi cerca di colpire gli utenti si sta specializzando sempre di più in questo settore, e in particolare nei sistemi Android, che sono i più diffusi (Android in Usa a bordo di uno smartphone su due).

Android è il bergaglio preferito per malware e rootkit

Nel rapporto sul secondo trimestre del 2011 MacAfee ha segnalato un forte incremento dei rootkit e ha avvisato: la sua lista di malware conosciuti arriverà a 75 milioni entro la fine dell'anno. Il rischio maggiore riguarda i malware indirizzati al sistema operativo di Google, che sono cresciuti  del 76 per cento rispetto al trimestre precedente. Questo dato, secondo il produttore di antivirus, basta per definire Android il sistema operativo mobile più oggetto di attacchi, bersagliato addirittura più di Symbian, che in passato è stato un agile coalizzatore di virus. 

Il secondo obiettivo di hacker e malitenzionati in generale è ovviamente il terminale di Apple, che per popolarità è il prodotto più venduto. Al contrario di quanto potrebbero pensare i fiduciosi utenti Mac, che reputano sicuri i prodotti della Mela, l'elevata popolarità dell'iPhone lo ha portato a diventare un bersaglio mobile, quindi meglio cercare di proteggerlo.

La diffusione dell'iPhone ha portato iOS ad essere fra i sistemi mobile più interessanti per chi fabbrica virus

In compenso, il livello di spam sembra essersi mantenuto su livelli bassi dopo l'abbattimento della rete di spam "Rustock" e la chiusura, a settembre dello scorso anno, del sito web Spamit, che ha cessato l'attività a causa di "numerosi eventi negativi".

Anche in questo caso però McAfee indossa i panni di Cassandra e vaticina una ripresa nei prossimi mesi, ricordando che negli Stati Uniti acquistare un milione di email spam costa appena 25 dollari, mentre nel Regno Unito 1,5 milioni di mail da prendere di mira costano solo 100 dollari.

Farsi prendere dal panico serve a poco: ci sono decine di antivirus gratuiti che funzionano egregiamente e si aggiornano costantemente, quindi non è strettamente indispensabile rimpinzare le casse dei produttori di antivirus acquistando software costosi, che non li proteggeranno meglio in ogni caso.

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