17/10/2011 di Redazione

BlackBerry al buio, pioggia di milioni per gli utenti

Gli analisti hanno fatto i calcoli e hanno emesso il loro verdetto: il blocco di tre giorni dei servizi di mail e Internet dei BlackBerry potrebbe costare alla società canadese una perdita (in mancati ricavi) superiore ai 100 milioni di dollari. Si attend

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La più grave interruzione del servizio BlackBerry nella storia potrebbe costare a RIM una perdita dei ricavi superiore ai 100 milioni di dollari. Secondo gli analisti l'impatto negativo sull'opinione di affidabilità dei BlackBerry sarà quasi totale e proprio per questo le vendite (già deboli) dei suoi smartphone caleranno ulteriormente

In una nota diffusa stamattina, Rim ha da parte propria annunciato che una selezione di applicazioni a pagamento per un valore superiore ai 100 dollari sarà offerta gratuitamente ai propri abbonati come "forma di apprezzamento per la pazienza dimostrata durante l’ultima interruzione dei servizi BlackBerry.

Le applicazioni saranno rese disponibili alla clientela consumer nelle prossime settimane su BlackBerry App World e lo saranno fino al 31 dicembre 2011. Alla clientela enterprise, invece, sarà offerto un mese gratuito di supporto tecnico aggiuntivo a quello previsto dai contratti d'uso (le aziende che non dispongono al momento di un contratto potranno avere a disposizione, sempre gratuitamente, un mese di prova dei BlackBerry Technical Support Services - Enhanced Support).

Il blocco dei BlackBerry potrebbe costare a RIM oltre 100 milioni di dollari

E' stato però inevitabile che negli ultimi giorni gli esperti di Wall Street abbiano cercato di calcolare l'impatto finanziario dei tre giorni di interruzione. Il calcolo è stato fatto da Rod Hall di JPMorgan Chase e riportato venerdì dal Financial Post, il quotidiano che ha un peso non indifferente sulle mosse degli azionisti della borsa statunitense. Pur riconoscendo un ampio margine di errore nella sua stima, dato che gli accordi con i vettori sono riservati, secondo l'analista è verosimile credere che l'azienda dovrà restituire almeno 100 milioni di dollari agli operatori telefonici.

In più è possibile che gli investitori incassino almeno cinque centesimi in meno per azione. In dettaglio, Hall calcola che ogni punto percentuale di ricavi perso possa rappresentare un centesimo di dollaro di utili per azione (Earnings per share o EPS) andato in fumo. Una pessima notizia, dato che gli investitori sono già sul piede di guerra per gli scarsi ritorni di investimento e che sono stati proprio loro, già prima del blocco, a chiedere di vendere l'azienda al miglior offerente pur di rientrare di quello che avevano perso.

Quella di JPMorgan Chase è una previsione basata sulla constatazione del fatto che "gran parte del traffico globale appare potenzialmente interessato dal blocco dei BlackBerry, pertanto reputiamo probabile un impatto almeno del 5% per i ricavi dai servizi a pagamento". In una conference call con i giornalisti i dirigenti di RIM hanno spiegato giovedì mattina che l'azienda non ha ancora discusso la questione dei risarcimenti con gli operatori telefonici di tutto il mondo. 

In compenso la notizia pubblicata dal Financial Times riporta che gli operatori di molti Paesi hanno promesso di compensare i loro clienti che utilizzano BlackBerry per i giorni trascorsi senza accesso a email, al BlackBerry Messenger (BBM) e agli altri servizi RIM. L'ipotesi più probabile, come avevamo riportato in una notizia di venerdì, è che i fornitori dei servizi cellulari trasferiscano poi il costo di tale indennità a RIM.

I servizi dei BlackBerry sono rimasti bloccati per tre giorni in molti Paesi del mondo

Gus Papageorgiou di Scotia Capital ha fatto notare che RIM in passato ha già restituito agli operatori telefonici i costi per le interruzioni di rete, però si trattava di importi troppo piccoli perché apparissero in bilancio con una nota separata dai costi di gestione. "Questa è la peggiore interruzione che l'azienda abbia sperimentato, quindi crediamo che il risarcimento sarà pesante. Nella peggiore delle ipotesi RIM potrebbe dover rimborsare la metà della sua base di abbonati".

Anche secondo Papageorgiou, infatti, i clienti globali di RIM al momento sarebbero circa 70 milioni, e quelli che sono stati vittime dei disservizi sarebbero circa 35 milioni. Tenuto conto dei canoni di utenza media, dei margini lordi e delle aliquote d'imposta, anche Papageorgiou ha stimato una perdita di 117,7 milioni di dollari.

Tuttavia l'analista si dice ottimista riguardo al fatto che "l'azienda avrà la situazione sotto controllo e, di conseguenza, non dovrebbe subire gravi danni a lungo termine per la popolarità del proprio marchio o dei servizi". Il problema, sottolinea anche Papageorgiou, è che bisognerà "tenere a bada gli investitori affinché non facciano mosse avventate, fino a quando la situazione non sarà risolta".


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