RIM ha vinto il ricorso in appello contro la sentenza che la condannava al pagamento di una multa da 147 milioni di dollari per la violazione di un brevetto di proprietà di mFormation Technologies.
La sentenza era stata emessa a metà luglio e subito erano emerse le prime perplessità: l'esperto di diritto della proprietà intellettuale Brian Love aveva subito spiegato che la cifra era eccessiva perché sproporzionata rispetto al valore di un dispositivo.
RIM ha vinto il ricorso contro la sentenza di condanna a favore di mFormation
Con il ricorso l'azienda canadese ha ottenuto ben di più di una riduzione della multa: il giudice James Ware della Corte Distrettuale della California ha esaminato le mozioni e il verdetto della giuria e ha concluso che l'evidenza delle prove non supporta alcuna violazione di brevetto. Di conseguenza RIM non è tenuta al pagamento dei 147 milioni di dollari che le erano stati affibbiati.
mFormation può a sua volta ricorrere in appello, ma considerato che il processo dovrebbe essere rifatto da zero e che la denuncia risale al 2008 un nuovo iter processuale sembra improbabile.
Steve Zipperstein, Chief Legal di RIM, si è felicitato per la sentenza dichiarando di apprezzare "l’attento esame del giudice di questo caso", senza mancare di criticare il sistema dei brevetti. "Lo scopo del sistema brevettuale dovrebbe essere quello di incoraggiare l'innovazione, ma è ancora troppo spesso sfruttato nel perseguimento di altri obiettivi. È sempre più impellente la necessità di affrontare questo problema con una riforma che riduca lo spreco di risorse su contenziosi ingiustificati che riguardano i brevetti" ha concluso il legale.
Un problema che molti sollevano da tempo, ma che la riforma del sistema brevettuale dello scorso anno non ha per nulla risolto, come dimostrano le molteplici cause aperte fra Apple e Samsung.
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