07/02/2012 di Redazione

Samsung sale, crisi a due voci per Sony e Panasonic

Sorti alterne per i grandi gruppi hi-tech asiatici: le due compagnie giapponesi stimano perdite ingenti, rispettivamente circa due e 7,8 miliardi di euro, mentre il colosso sudcoreano conquista quote di mercato e pianifica investimenti per quasi 17 miliar

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Nella partita high-tech fra Giappone e Sud Corea, quest’ultima conduce il gioco. Tempi difficili, infatti, per due colossi come Sony e Panasonic, dopo le perdite registrate a fine 2011 e quelle ulteriori previste per quest’anno, mentre Samsung annuncia un piano di investimenti di circa 16,7 miliardi di euro. 

Il disincentivo all’export di uno yen forte, le recenti inondazioni in Thailandia e i conseguenti danni sui produttori di hardware, e ancora la debole domanda per le rispettive offerte di Led Tv: queste alcune tra le ragioni citate dagli analisti per giustificare la crisi le due società di Tokio e Osaka stanno attraversando in tandem. Senza contare l’avanzata, tra le preferenze dei consumatori giapponesi, dei più innovativi prodotti targati Apple e Samsung.

Sony Corporation stima perdite di 200 miliardi di yen (circa 2 miliardi di euro) per l’anno terminante a marzo 2012, che per il gruppo sarà il quarto consecutivo a riportare un segno rosso. Il neodesignato ceo Kazuo Hirai, che occuperà la poltrona in aprile, ha già tracciato le linee guida di quello che potrebbe essere un nuovo corso.

“Percepisco chiaramente la situazione di crisi del contesto che ci circonda – ha dichiarato Hirai in conferenza stampa –. Non possiamo avere paura di dover compiere scelte difficili se saranno utili al futuro di Sony. I nostri competitor non staranno ad aspettarci”.

Il colore rosso dei bilanci di Sony è il medesimo di Panasonic Corporation: il gruppo ha quantificato in 780 miliardi di yen (circa 7,8 miliardi di euro) la previsione di perdita nell’anno terminante a marzo 2012. La società ha però varato un piano di ristrutturazione mirato al taglio dei costi: una mossa che, secondo la società, nell’anno finanziario che comincia dal 1 aprile, gonfierà i profitti di circa 250 miliardi di yen (2,5 miliardi di euro), recuperando in parte il terreno perso fra 2011 e 2012.

La debolezza della company di Osaka non sembra comunque destinata a una rapida scomparsa. È  di ieri la notizia della modifica al ribasso della valutazione dell’agenzia statunitense Fitch: da un rating BBB a BBB-.

“Il downgrade – si legge nel report di Fitch – riflette il reale deterioramento dei risultati operativi di Panasonic dei nove mesi dell'esercizio fiscale 2012. L'outlook negativo riflette invece il fatto che il profilo di credito di Panasonic potrebbe rimanere vulnerabile nei prossimi 12-18 mesi a causa dello sfavorevole outlook sullo scenario operativo”.

Anche nel medio-lungo periodo, dunque, Panasonic dovrà rimboccarsi le maniche per tentare, al pari di Sony, di recuperare terreno nei confronti dei due rivali attualmente più agguerriti, ovvero Apple e Samsung. La compagnia sudcoreana, in particolare, vive un momento felice dopo aver riportato un incremento del 17% nelle entrate nette dell’ultimo trimestre e annunciato investimenti per 16,8 miliardi di euro.


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