(Immagine: Bending Spoons)
Ancora una grande acquisizione per Bending Spoons, e di notevole importanza: l’unicorno milanese pagherà 1,355 miliardi di dollari per portarsi in casa Miro e la sua tecnologia per la collaborazione. Fondata una quindicina di anni fa a San Francisco e oggi operativa su 13 sedi nel mondo, Miro ha sviluppato una piattaforma software descritta come “lavagna digitale”, come “spazio di lavoro visivo per l'innovazione” e come strumento collaborativo che si avvale dell’intelligenza artificiale, di connettori e integrazioni.
La “lavagna digitale” è in realtà solo uno dei formati di fruizione inclusi nella piattaforma, che permette anche di creare e di modificare a più mani diagrammi, tabelle, documenti, diapositive e kanbar, cioè lavagne per le attività di brainstorming. Miro può integrarsi con oltre 250 applicazioni ed ecosistemi di servizi, tra cui Google Workspace, Google Drive, Microsoft 365, Azure, Slack.
Tramite Model Context Protocol, inoltre, si connette a strumenti di intelligenza artificiale di OpenAI, Anthropic, Google e altri sviluppatori. La piattaforma conta oggi 100 milioni di utenti (di cui quattro abbonati alle edizioni premium) e 250mila aziende clienti, tra cui spiccano i nomi Salesforce, Cisco, Deloitte, Asos e Wpp.
Luca Ferrari, Ceo di Bending Spoons
La strategia di Bending Spoons
A detta del fondatore e amministratore delegato dell’azienda californiana, Andrey Khusid, la vendita a Bending Spoons garantirà i “migliori effetti a lungo termine” sia agli azionisti sia ai clienti di Miro. A suo dire, l’accesso alle tecnologie e piattaforme proprietarie di Bending Spoons consentirà di sviluppare ulteriormente il prodotto.
Luca Ferrari, amministratore delegato e cofondatore di Bending Spoons, ha promesso che ci saranno investimenti significativi per migliorare ancora le prestazioni, l’affidabilità e le funzionalità di Miro. “Acquisiamo aziende con l’intenzione di detenerle e gestirle nel lungo termine, e Miro non farà eccezione”, ha dichiarato Ferrari.
Quest'ultima acquisizione allarga ancora sia il valore societario sia l’offerta di tecnologie e servizi di Bending Spoons. Oltre a essere uno tra i principali sviluppatori di applicazioni mobili nel mondo, l’azienda milanese ha inanellato in pochi anni una serie di acquisizioni di peso, soprattutto focalizzate sulla multimedialità e sulla produttività lavorativa: tra queste Brightcove (piattaforma di hosting e streaming video), StreamYard, (piattaforma per webinar), FiLMiC (app per la registrazione video), Evernote (produttività), MeetUp (social media), Issuu (piattaforma di pubblicazione online), WeTransfer (trasferimento file), Vimeo (piattaforma di condivisione video, comprata per 1,38 miliardi di dollari) e AOL (storico portale Internet e società media).
Dallo scorso luglio Bending Spoons è una società quotata al Nasdaq. Recente è l’annuncio dell’accordo accordo definitivo per l'acquisizione Airtable, azienda statunitense proprietaria di una piattaforma no-code per la creazione di database, applicazioni e flussi di lavoro. L’accordo riconosce all’azienda una valutazione di 1,285 miliardi di dollari per quanto riguarda l’enterprise value, e di 2,25 miliardi di dollari per l’equity value.