Marco Podini, CEO e Presidente esecutivo di Dedagroup
In questi tempi agitati dal punto di vista geopolitico, ogni evoluzione va soppesata da diversi punti di vista: la soluzione che si sceglierà per portare l’AI in azienda resterà disponibile? Sarà soggetta a limitazioni? Si riuscirà a integrarla con gli altri pezzi dell’infrastruttura senza scontri faziosi? Il modo migliore per evitare problemi di integrità è sicuramente quello di scegliere prodotti e infrastrutture italiane, ma fin dove si riesce a coprire i bisogni aziendali?
Dedagroup presenta ESS-AI (European Secure & Sovereign AI Framework), una piattaforma che punta a governare l'intera filiera dell'intelligenza artificiale, combinando infrastrutture di supercalcolo, modelli linguistici, competenze di dominio e tecnologie proprietarie all'interno di un ecosistema interamente sviluppato e localizzato in Italia.
L’idea è quella di accompagnare imprese e pubbliche amministrazioni nella realizzazione di una AI-Empowered Company, dove l'intelligenza artificiale diventa parte integrante delle attività operative senza rinunciare alla governance dei dati e dei processi.
Dalla sovranità del dato alla sovranità del rischio
Uno degli elementi più originali della strategia di Dedagroup riguarda il superamento del tradizionale concetto di data sovereignty. Secondo il gruppo, limitarsi a proteggere rigidamente i dati rischia infatti di ridurre il valore stesso dell'intelligenza artificiale. I modelli generativi esprimono il massimo potenziale quando possono accedere a grandi quantità di informazioni, combinarle e contestualizzarle. Impedire questa circolazione significherebbe limitarne drasticamente l'efficacia. La proposta di Dedagroup introduce quindi il concetto di "sovranità del rischio". L'idea è che ogni organizzazione debba poter decidere consapevolmente quali informazioni condividere, con chi e in quali contesti operativi, mantenendo sempre il controllo sugli asset realmente strategici. In questo modo, la cosa importante non è che il dato resti immobile, ma che il rischio venga governato attraverso regole, processi e responsabilità chiaramente definiti.
ESS-AI nasce con l'ambizione di presidiare ogni componente necessaria alla realizzazione di progetti di intelligenza artificiale su scala enterprise. Il framework integra strumenti per la valorizzazione dei dati aziendali, modelli linguistici generalisti e specializzati, infrastrutture di calcolo, piattaforme verticali e competenze dedicate allo sviluppo di applicazioni AI. L'obiettivo è offrire alle imprese un ecosistema completo, capace di accompagnare l'intero ciclo di vita dei progetti, dalla preparazione dei dati fino all'integrazione nei processi operativi in modo da evitare la frammentazione che spesso caratterizza i progetti AI, nei quali infrastrutture, modelli, piattaforme e competenze vengono gestiti attraverso fornitori differenti.
Il valore del dato passa dalla conoscenza del contesto
Uno degli asset tecnologici più significativi del framework è rappresentato dal patrimonio informativo sviluppato da Istella, società del gruppo. Il cuore della piattaforma è costituito dal più grande knowledge graph italiano, costruito indicizzando oltre 6 miliardi di pagine web, circa la metà delle quali in lingua italiana, insieme a miliardi di contenuti social e multimediali. L'obiettivo non è semplicemente raccogliere dati, ma trasformarli in una rete di relazioni che consenta ai modelli linguistici di interpretare meglio il contesto in cui operano.
Su questa base vengono sviluppati sia modelli linguistici di grandi dimensioni sia Corporate Small Language Model, progettati per essere adattati ai domini specifici delle singole organizzazioni.
Un altro elemento distintivo riguarda l'infrastruttura che sostiene il framework. La capacità computazionale necessaria per addestrare ed eseguire i modelli AI viene infatti supportata da Intacture, il data center ipogeo realizzato in Trentino all'interno di una miniera ancora attiva e sviluppato con la partecipazione di Dedagroup. Oltre agli aspetti legati alla sicurezza fisica, il progetto punta a rafforzare il controllo sull'infrastruttura tecnologica e sulla localizzazione dei dati, temi che stanno assumendo un peso crescente nelle strategie europee dedicate alla sovranità digitale. L'infrastruttura è inoltre progettata per dialogare con futuri ecosistemi nazionali ed europei dedicati al supercalcolo e all'intelligenza artificiale.
AI verticale invece di modelli generalisti
La strategia di Dedagroup punta anche su un forte orientamento verticale. Attraverso il proprio AI Innovation Center, il gruppo sviluppa modelli e algoritmi destinati a settori specifici, nei quali conoscenza del dominio, conformità normativa e qualità dei dati rappresentano fattori determinanti. L'approccio trova già applicazione in piattaforme dedicate al wealth management bancario, al settore energetico, alla gestione documentale e al comparto fashion, dove l'intelligenza artificiale viene integrata direttamente nei processi decisionali.
Parallelamente cresce anche l'interesse verso l'AI agentica, cioè sistemi capaci non soltanto di analizzare dati o formulare raccomandazioni, ma anche di eseguire attività operative mantenendo tracciabilità, controllo e conformità alle normative europee.
Accanto agli investimenti tecnologici, Dedagroup attribuisce un ruolo centrale alla formazione. Secondo il gruppo, diventare una AI-Empowered Company significa prima di tutto trasformare le competenze delle persone chiamate a progettare, governare e utilizzare l'intelligenza artificiale nei processi quotidiani. Per questo motivo il framework viene affiancato da percorsi di education, reskilling e upskilling sviluppati insieme a università e centri di ricerca. Una scelta motivata dalla convinzione che il vantaggio competitivo non dipenderà esclusivamente dalla disponibilità dei modelli più avanzati, ma dalla capacità delle organizzazioni di integrarli in modo responsabile, sicuro e contestualizzato.