Dopo i processori dedicati al calcolo generico, quelli per la grafica, per il calcolo quantistico e per l’AI è arrivato il momento dei processori dedicati alla sicurezza. Non che siano una novità , ma la collaborazione tra Intel e Fortinet, che lavoreranno insieme allo sviluppo del futuro Fortinet Security Processor 6 (SP6), è indice di quanto sia forte la necessità di migliorare l’affidabilità delle supply chain, ricorrendo a produttori più “vicini” da un punto di vista geografico e politico anche se questo vuol dire spendere qualcosa in più.
Gli SP6 sono la nuova generazione dei processori ASIC (Application-Specific Integrated Circuit) proprietari utilizzati da Fortinet per accelerare le funzionalità di sicurezza delle proprie piattaforme e l’accordo con Intel si spinge oltre il semplice sviluppo di un nuovo chip, puntando a combinare le competenze di Fortinet nella progettazione di processori dedicati alla cybersecurity con le capacità di Intel nella progettazione, nel packaging e nella produzione di semiconduttori.
L'hardware torna al centro della cybersecurity
Negli ultimi anni il settore della sicurezza si è concentrato soprattutto su software, cloud e intelligenza artificiale. Tuttavia, con l'aumento della complessità delle minacce e dei volumi di traffico da analizzare, l'accelerazione hardware sta tornando a rappresentare un elemento competitivo fondamentale. Fortinet utilizza da oltre vent'anni ASIC progettati internamente per eseguire direttamente in hardware numerose operazioni di sicurezza, riducendo la latenza e aumentando le prestazioni rispetto a soluzioni basate esclusivamente su CPU general purpose.
Il nuovo Security Processor 6 rappresenterà l'evoluzione di questa strategia, sfruttando le tecnologie produttive e il know-how di Intel per accelerarne lo sviluppo e incrementarne il livello di integrazione. La collaborazione consentirà di combinare l'esperienza di Fortinet nei processori di sicurezza con il portafoglio di proprietà intellettuale di Intel, le competenze nella progettazione di semiconduttori disaggregati e le tecnologie di advanced packaging, oggi sempre più importanti anche nello sviluppo di piattaforme dedicate all'intelligenza artificiale.
L'obiettivo è realizzare un processore capace di sostenere servizi di sicurezza più sofisticati, mantenendo al tempo stesso elevati livelli di efficienza energetica e prestazioni.
Supply chain: la parola d’ordine è “diversificare”
Negli ultimi anni il mercato dei semiconduttori ha evidenziato quanto la disponibilità di componenti critici possa incidere sulla capacità delle aziende di innovare e consegnare prodotti ai clienti. Le tensioni geopolitiche, le interruzioni logistiche e la crescente domanda di chip per l'intelligenza artificiale hanno spinto numerosi produttori a ripensare le proprie strategie di approvvigionamento.
Attraverso la collaborazione con Intel, Fortinet punta a rafforzare la resilienza della propria catena produttiva, riducendo la dipendenza da singoli ecosistemi manifatturieri e aumentando l'affidabilità nella disponibilità dei futuri processori, tanto che le due aziende hanno annunciato che la collaborazione non si limiterà allo sviluppo dello SP6. Le due aziende, infatti, intendono infatti esplorare ulteriori opportunità nei campi della progettazione dei semiconduttori, delle tecnologie produttive e delle infrastrutture che supporteranno le prossime generazioni di soluzioni per la cybersecurity.
L'iniziativa contribuirà ad accelerare la roadmap ASIC di Fortinet, introducendo processori sempre più performanti e capaci di supportare nuovi servizi di sicurezza, mentre Intel consolida il proprio ruolo come partner tecnologico per aziende che progettano chip specializzati. Il tutto senza sottovalutare l’importanza di un ritorno ad alti livelli del riconoscimento delle capacità di Intel. Dopo la crisi che l’ha investita negli ultimi anni, dove sembrava addirittura incamminata verso uno smembramento e la vendita di diversi rami d’attività, lentamente il colosso americano dei chip sta tornando alla ribalta, stringendo accordi importanti in un momento dove la scarsità tecnologica gioca tutta a suo favore.