19/06/2026 di redazione

Startup: investimenti VC in crescita dell’82% e più concentrati

StartupItalia svela che nei primi sei mesi del 2026 le neoimprese italiane hanno raccolto 643,43 milioni di euro. Cala il numero di round, cresce il valore medio.

L’ecosistema delle startup italiane è più ricco e sempre più concentrato in Lombardia. Parla di mercato “più maturo, selettivo e orientato alla crescita” il nuovo report di StartupItalia (marchio del gruppo Pull the Rabbit) sullo scenario del primo semestre del 2026, e la traiettoria di evoluzione è nel complesso positiva. Nei primi sei mesi del 2026 le neoimprese italiane hanno raccolto dai venture capital 643,43 milioni di euro, valore in crescita dell’82% anno su anno, ma oltre la metà di questo valore (61,2%), cioè 393,5 milioni di euro, si concentra in Lombardia.

Seguono, nella classifica delle regioni con startup più attrattive per gli investitori, Lazio (20,2%), Trentino-Alto Adige (7,7%), Emilia-Romagna (2,6%), Friuli-Venezia Giulia (2,3%) e Puglia (2,2%). Il secondo posto del Lazio è legato al maxi-round della fintech romana Rent2Cash, che ha segnato il record del semestre con i 100 milioni di euro raccolti da un fondo di investimento internazionale.

Altre operazioni di peso hanno come protagoniste Lexroom.ai, una startup milanese di intelligenza artificiale per il settore legale (un round Series B che ha raccolto 43 milioni di euro), WeRoad, scale-up italiana di community travel (un round di Serie C da 49,95 milioni di euro, guidato da Airbnb), e ancora Smartness (47 milioni di euro di investimenti sulla sua soluzione di ottimizzazione prezzi per albergatori) e Niulix (spin-off del Politecnico di Milano che si occupa di guida autonoma e ha raccolto quest’anno 38 milioni di euro).

Il report di Startupitalia sottolinea l’emergere di un trasformazione strutturale del mercato del venture capital in Italia: rispetto al primo semestre 2025, il numero dei round è calato del 16%, mentre è cresciuto il valore medio delle operazioni. Gli investitori si concentrano, quindi, sulle realtà che paiono più promettenti.

I round inferiori al milione di euro sono stati solo il 18,1% del totale, mentre nella fascia compresa tra 1 e 9 milioni di euro si è concentrato il 62,7% delle operazioni. I deal superiori ai 10 milioni di euro pesano per il 19,3%.

Non troppo a sorpresa, l’intelligenza artificiale è oggi il principale motore di innovazione e crescita per le startup italiane. Quelle che sviluppano software B2B potenziati dall'AI rappresentano il 24,1% di tutte le operazioni concluse nel primo semestre. Seguono deeptech (9,6%), medtech e fintech (8,4% ciascuno), cybersecurity (6%) e cleantech e robotica (4,8%).

“Il venture capital italiano sta vivendo una fase di trasformazione in linea con i principali mercati internazionali: meno dispersione, round più consistenti e maggiore concentrazione sugli investimenti tecnologici”, ha commentato Simone Pepino, Ceo di Pull the Rabbit. “L'intelligenza artificiale è il principale motore di questo cambiamento, influenzando modelli di business e strategie di investimento. L'Italia ha competenze e startup per giocare un ruolo importante, ma per crescere servono un mercato delle exit più solido, nuovi capitali privati e una maggiore integrazione tra innovazione, industria e finanza”.

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