La fotografia scattata dal Rapporto Rifiuti Urbani 2024 di Ispra mostra come nel 2023 siano state conferite in discarica 4,6 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, il 10,8% in meno rispetto all’anno precedente. La tendenza è positiva, ma il traguardo europeo del 10% massimo di rifiuti urbani in discarica entro il 2035 resta impegnativo.
Secondo Giorgio Triolo, Chief Technology Officer di Axitea, la chiave per accelerare questa transizione risiede nell’innovazione digitale che oggi pervade l’intera filiera: dalla prevenzione allo smaltimento finale. Intelligenza artificiale, dispositivi connessi e sistemi avanzati di sicurezza e sorveglianza sono i tasselli che consentono di ridisegnare processi operativi, contenere i costi e ridurre l’impatto ambientale.
Prevenzione e monitoraggio, il primo passo; poi raccolta e logistica ottimizzate
L’abbandono abusivo dei rifiuti rappresenta ancora una criticità per molti territori. Sensori IoT e piattaforme di monitoraggio consentono di intercettare anomalie e comportamenti irregolari prima che abbiano conseguenze. È il caso di Aral, l’azienda pubblica che gestisce i rifiuti nell’area alessandrina, che ha introdotto un sistema di rilevamento nei tombini dei piezometri per individuare aperture sospette e possibili sversamenti di materiali inquinanti. L’approccio ha permesso non solo di rispettare le prescrizioni di Arpa, ma anche di velocizzare gli interventi e contenere i costi.
La fase di raccolta e trasporto è oggi sempre più ottimizzata grazie a telecamere intelligenti e al monitoraggio satellitare dei mezzi. Un operatore attivo tra Modena e Bologna, che serve oltre 150 mila abitanti, ha implementato soluzioni di videosorveglianza potenziata dall’intelligenza artificiale, utili a contrastare vandalismi e a rilevare l’abbandono di rifiuti.
Un’altra esperienza significativa è quella di Sesa (Società Estense Servizi Ambientali), che ha equipaggiato la propria flotta con sistemi di localizzazione satellitare collegati a una centrale operativa. Tra le funzioni abilitate figurano il blocco motore da remoto, il riconoscimento dell’autista e l’assegnazione dinamica dei percorsi in base alle condizioni di traffico ottenendo come risultato maggiore sicurezza e processi logistici più snelli.
Trattamento, riciclo e smaltimento
Il cuore dell’economia circolare è il recupero di materia ed energia. Qui la tecnologia offre strumenti di analisi predittiva e di monitoraggio costante. Aral, ad esempio, ha integrato telecamere termiche e sistemi di AI per prevenire incendi nei siti di stoccaggio, mentre Sesa utilizza una rete di sensori IoT e una piattaforma digitale per tracciare peso dei rifiuti, numero di scarichi e livello di compattazione. Questi dati alimentano report predittivi che aiutano a ridurre costi e rischi, in linea con una normativa ambientale sempre più severa.
L’ultima fase del ciclo, lo smaltimento, richiede massima attenzione alla sicurezza. Il monitoraggio continuo dei siti di stoccaggio, gestito da centrali operative esterne attive h24, consente di intercettare intrusioni, guasti e incidenti. L’uso dell’intelligenza artificiale aiuta a qualificare in tempo reale gli allarmi, riducendo i falsi positivi e consentendo interventi mirati.
Investire in tecnologia, investire in sostenibilità
Le esperienze di Aral e Sesa mostrano come la tecnologia sia in grado di migliorare esponenzialmente l’efficienza e l’efficacia nei processi di waste management, mantenendo la giusta attenzione anche su sicurezza e sostenibilità. Per le aziende del settore, la prospettiva non è quella di un costo aggiuntivo, ma di un investimento strategico che produce ritorni misurabili lungo tutta la catena del valore. La collaborazione con partner tecnologici innovativi, conclude Axitea, rappresenta il passo decisivo per affrontare le sfide future e contribuire a un’economia sempre più circolare.