I social network si stanno inserendo negli ambienti di lavoro con profitto per le attività business (Chat in azienda meglio delle mail: ecco la conferma), ma di pari passo fanno anche perdere soldi alle aziende. Questo è quanto rilevato da WebTitan che ha misurato, negli USA, il tempo trascorso dai dipendenti ad occuparsi dei social network per motivi personali e lo ha convertito in moneta sonante: le aziende con una media di 52 dipendenti perdono 65mila dollari all'anno.
Stando al sistema di calcolo messo a punto da WebTitan, infatti, i dipendenti perdono in media 20 minuti al giorno utilizzando i canali di social networking, un dato che quando rapportato al fatturato pro capite concorre a comporre la somma che abbiamo indicato, quantificabile anche nel cinque per cento dei salari annui mediamente retribuiti dal datore di lavoro.
Questo calcolo approssimativo sembra quindi dare ragione alle aziende che reputano i social network dannosi per la produttività dei dipendenti, e che ne chiedono il blocco negli orari di lavoro. Peccato che così facendo si precludano le possibilità di business che questi canali potrebbero generare (Facebook patria dei maestri del marketing).
Per capire la proporzione del fenomeno dei social network basti pensare che Twitter è passato da 27 milioni di tweet al giorno del 2010 a 95 milioni nel 2011, con una percentuale di crescita pari al 250 per cento. Facebook è cresciuto a livello globale da 350 milioni di utenti attivi nel 2010 a 640 milioni, la metà dei quali accede tutti i giorni alla propria bacheca.
I social network costano 65mila dollari all'anno all'azienda per mancata produttività dei dipendenti
Secondo SpamTitan, fornitore globale di soluzioni aziendali di sicurezza per le e-mail, bisognerebbe trovare velocemente un modo per gestire le abitudini di navigazione a scopi personali, incluso l'accesso dal posto di lavoro a Facebook, Twitter, ai video di YouTube e a qualsiasi altro canale sociale che possa distrarre i dipendenti dalle loro mansioni quotidiane.
Il CEO di SpamTitan Ronan Kavanagh reputa che "per come si è preconfigurata l'attività delle aziende, che necessitano dei social media per acquisire visibilità rispetto clienti, è fondamentale definire una politica flessibile di gestione dei social network e dei ruoli che devono averne accesso, usando strumenti di web filtering adeguati e ben calibrati. Del resto il problema del social networking è semplicemente una evoluzione di quelli che in passato le aziende hanno già risolto, inerenti l'uso personale del telefono e della posta elettronica".