Google fra poco varrà più di Microsoft: l'azienda di Mountain View ha raggiunto una capitalizzazione di 200 miliardi di dollari ed è sul punto di superare la casa di Redmond, ferma a 215 miliardi di dollari. La notizia è stata riportata da Cnet e sembra proprio segnare la fine dell'era dei computer x86, del sistema operativo Windows dominante e di tutto quello che ci ruota intorno.
Larry Page, Ceo di Google
Dopo avere superato Apple nella prestigiosa classifica Brand Value di Brand Finance, Google si appresta a superare anche Microsoft e resta seconda solo a IBM, che aveva un valore di mercato uguale a quello di Microsoft un mese fa, ma oggi si è leggermente ripresa e vale 221 miliardi di dollari.
Appare evidente che non sarà difficile per Google fare gli ultimi passi verso la vetta, considerato che il suo valore è in crescita costante dal 2004, mentre quello di Microsoft sta seguendo un andamento altalenante che nel complesso è discendente.
Questa fotografia finanziaria segna una tendenza abbastanza chiara: le aziende di vecchia generazione sembrano avere raggiunto il massimo in passato e ora si mantengono su valori stabilmente alti, ma non hanno più la capacità di fare balzi da gigante. Quelle di nuova generazione basate sui servizi Internet e su una gestione dinamica moderna tendono a crescere senza sosta a un ritmo sostenuto.
Per fare due esempi di questa situazione, Oracle, che ha portato il concetto di client/server nell'era del computing aziendale, vale oggi 146 miliardi dollari. Facebook si appresta a quotarsi in borsa il prossimo anno con una IPO del valore stimato di cento miliardi di dollari. L'unica a fare sempre eccezione a qualsiasi regola è Apple, che ha la capitalizzazione stellare di 353 miliardi di dollari.
In arancio la capitalizzazione di mercato di Google, in blu quella di Microsoft - Fonte: Brand Finance
È ovvio che non sono da escludere speculazioni attorno ad alcune aziende, che ne gonfiano il valore oltre quello reale, e forse l'entusuiasmo di utenti e analisti verso nuovi prodotti affascinanti e nuovi servizi promettenti può dare una spinta in più agli azionisti facoltosi.
Resta di fatto che fra pochi mesi il social network più popolare al mondo potrebbe avere abbastanza finanziamenti da poter bussare al portone di Wall Street da caporale maggiore, con una IPO superiore al valore di mercato di tantissimi marchi storici, come 3M, eBay e Yahoo.
Del resto i dati finanziari recenti parlano chiaro: il social network ha un reddito spaventoso, che quest'anno dovrebbe essere più del doppio di quello (già stellare) dello scorso anno e circa il quadruplo di quello di due anni fa. Basti sapere che nella prima metà del 2011 Zuckerberg ha incassato un utile netto di 714 milioni di dollari. Gli asset sono pari a 5,6 miliardi di dollari, non ci sono debiti e in cassa c'è un miliardo di dollari pronto per eventuali acquisizioni.
Ecco perché Goldman Sachs ha valutato l'azienda in 1,5 miliardi di dollari a gennaio, e perché probabilmente questa stima è destinata a crescere ulteriormente, se i trend resteranno quelli registrati finora.