25/02/2020 di Redazione

Smartphone, Pc e wearable: il coronavirus non fa sconti

La società di ricerche di mercato TrendForce prevede che le chiusure delle fabbriche cinesi si tradurranno per gli smartphone in un calo di produzione nel primo trimestre del 12%. Ma ancora di più soffriranno altri mercati.

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Tra gli effetti del coronavirus ci sono anche quelli deleteri sull’industria tecnologica. Lo si è visto con l’annullamento del Mobile World Congress di Barcellona e di altri eventi del settore, ma ancor di più pesano sui conti dei vendor le chiusure forzate di molte fabbriche cinesi, e non solo di quelle collocate nella provincia di Hubei. Le misure di contenimento dell’epidemia imposte, tardivamente, dal governo di Pechino stanno rallentando la macchina produttiva di aziende come Huawei ed Apple, tant’è che quest’ultima ha già annunciato un probabile calo dei ricavi di gennaio-marzo rispetto alle previsioni. Samsung beneficia di una minore dipendenza da produttori terzi e da fabbriche cinesi ed è riuscita a limitare a un weekend la chiusura di uno stabilimento sudcoreano in cui si era registrato un caso di contagio.

 

La società di ricerche di mercato cinese TrendForce ha stimato per gli smartphone un probabile calo di produzione del 12% nel primo trimestre 2020 (versus primo trimestre 2019): un impatto “relativamente alto”, spiegano gli analisti, dovuto al fatto che questo mercato si fonda in modo massiccio sulla necessità di manodopera. Inoltre la carenza di componenti come i moduli delle fotocamere potrebbe rallentare la produzione di telefoni anche nel secondo trimestre. 

 

Per l’intero 2020, al momento, si prevede un calo di produzione dell’1,3%, cui corrisponderebbero 1,381 miliardi di telefoni cellulari sfornati dall’industria nei dodici mesi. Ma, spiegano gli analisti di TrendForce, “è del tutto possibile che nel 2020 la produzione di  smartphone sia inferiore alla stima”. Molto dipenderà dall’evoluzione dello scenario medico e dalla capacità di contenere i contagi nel corso delle prossime settimane, nonché dagli impatti del coronavirus sul Pil della Cina e di altri mercati. La riduzione del potere d’acquisto dei consumatori e il conseguente calo della domanda potrebbero far restringere i ricavi del mercato smartphone in modi attualmente difficili da prevedere. 

 

 

Nemmeno i notebook sfuggono al destino del post-epidemia. I ritardi nelle consegne di componenti prodotti da fornitori terzi, in particolare di display, creeranno problemi agli Oem e conseguentemente i volumi di notebook immessi sul mercato nel 2020 caleranno, probabilmente, dell’1,4%. Nel primo trimestre, invece, il calo sarà del 12,3% rispetto alla precedente previsione.

 

Anche la produzione di smartwatch, bracciali fitness e altri dispositivi indossabili subirà nell’immediato gli effetti negativi delle dinamiche sopra descritte, ma questo mercato avrà forse più tempo per recuperare terreno, dato che la maggior parte degli acquisti di wearable si concentra tradizionalmente nell’ultimo trimestre.

 

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