Modernizzare i processi assicurativi senza affrontare una lunga e costosa sostituzione dei sistemi core è il sogno di ogni compagnia assicurativa, ma forse è arrivato il momento di veder avversarsi almeno alcune parti di questo desiderio grazie all’Open Underwriting Stack, la nuova architettura sviluppata congiuntamente da Appian e Synechron per introdurre automazione, dati accessibili e agenti di intelligenza artificiale nei processi di sottoscrizione assicurativa.
La proposta combina InsureMESH di Synechron con le capacità di orchestrazione dei processi, data fabric e AI agent di Appian, creando un livello operativo che si colloca sopra l'infrastruttura esistente. L'idea è consentire alle compagnie di far dialogare sistemi core legacy, applicazioni SaaS e fonti di dati esterne senza dover necessariamente sostituire le piattaforme sulle quali poggiano già le proprie attività. È un approccio che affronta uno dei problemi più complessi della trasformazione digitale del settore assicurativo: come introdurre rapidamente l'AI in processi critici quando dati e applicazioni sono distribuiti tra sistemi costruiti in epoche differenti.
Il problema non è soltanto l'AI, ma riuscire ad arrivare ai dati
L'underwriting, ovvero il processo di valutazione e assunzione del rischio che precede la stipula di una polizza, rappresenta un candidato naturale per l'impiego dell'intelligenza artificiale. La valutazione del rischio richiede infatti di raccogliere e analizzare grandi quantità di informazioni provenienti da fonti diverse, applicare regole e modelli e, infine, mettere il sottoscrittore nelle condizioni di prendere una decisione. Il problema è che nelle compagnie assicurative i dati necessari sono spesso distribuiti tra sistemi core, database, applicazioni specialistiche e servizi esterni. L'introduzione dell'AI rischia quindi di trasformarsi in un ulteriore progetto di integrazione.
Open Underwriting Stack cerca di affrontare proprio questo ostacolo attraverso un'architettura articolata su tre elementi: InsureMESH, che costituisce il livello dati e operativo; le funzionalità di automazione e gli agenti AI di Appian; un livello applicativo configurabile basato su Appian Connected Underwriting. La separazione tra questi livelli permette, almeno nell'impostazione proposta dalle due aziende, di modernizzare progressivamente il processo senza vincolare l'intero progetto alla sostituzione del sistema centrale.
Un layer aperto sopra i sistemi core
InsureMESH adotta un'impostazione data-first, API-first e cloud-first. Gli elementi che compongono una transazione assicurativa vengono mantenuti in un formato aperto e accessibile, invece di essere vincolati alle sequenze operative definite dai sistemi legacy. La piattaforma può usare un proprio sistema di gestione delle polizze oppure collegarsi a quello già presente nella compagnia. Allo stesso modo può richiamare servizi SaaS specializzati per attività come determinazione dei premi, fatturazione e produzione dei documenti. Questa impostazione assume particolare importanza con l'introduzione dell'intelligenza artificiale. Se l'AI deve poter intervenire durante l'intero ciclo della transazione, infatti, deve avere accesso ai dati nel momento in cui questi vengono generati e modificati, senza richiedere ogni volta complessi processi di estrazione e preparazione.
Secondo Synechron, proprio i dati intrappolati nelle architetture a silos, più che la disponibilità degli algoritmi, rappresentano uno dei principali ostacoli all'introduzione dell'AI nei processi assicurativi.
Gli agenti AI entrano direttamente nel processo di underwriting
Il secondo elemento dell'architettura riguarda l'utilizzo degli agenti AI all'interno dei workflow operativi. L'integrazione tra InsureMESH e Appian Connected Underwriting permette di utilizzare l'intelligenza artificiale per attività come triage delle pratiche, arricchimento dei dati e generazione di raccomandazioni, inserendole direttamente nel flusso di lavoro del sottoscrittore. Il sottoscrittore rimane comunque al centro del processo decisionale. Appian e Synechron sottolineano infatti che l'architettura è progettata affinché decisioni e azioni rimangano tracciabili e verificabili, mantenendo visibilità e controllo umano.
Quest'ultimo aspetto è particolarmente importante in un settore fortemente regolamentato come quello assicurativo. Portare gli agenti AI all'interno dei processi di underwriting significa infatti affrontare non soltanto il problema delle prestazioni dei modelli, ma anche quelli di governance, responsabilità e auditabilità delle decisioni.
Scott Van Valkenburgh, Senior Vice President, Global Partners and Alliances di Appian, sottolinea proprio questo punto: l'automazione basata sugli agenti deve essere inserita all'interno di processi capaci di garantire che ogni decisione possa essere tracciata e ogni azione verificata.
La combinazione tra orchestrazione dei processi, data fabric e agenti AI punta quindi a definire anche i confini entro i quali l'intelligenza artificiale può operare, lasciando l'autorità finale al sottoscrittore. È un tema destinato a diventare sempre più importante man mano che l'AI passa dalle sperimentazioni alle applicazioni operative: la capacità di utilizzare un modello non coincide necessariamente con la possibilità di affidargli autonomamente una decisione di business.
Modernizzare senza il "big bang"
C'è poi un secondo elemento interessante nell'approccio di Appian e Synechron: la volontà di evitare una trasformazione "big bang". I tradizionali progetti di modernizzazione dei sistemi assicurativi possono richiedere integrazioni complesse e programmi pluriennali. Open Underwriting Stack propone invece di utilizzare componenti predefiniti collegati attraverso InsureMESH, permettendo alle compagnie di mantenere i propri sistemi core e aggiungere progressivamente un nuovo livello di automazione.
L'architettura può quindi lavorare con piattaforme esistenti come Guidewire e Duck Creek, ma anche con configurazioni composte da diversi servizi SaaS.
Il vantaggio potenziale è soprattutto organizzativo: l'innovazione dell'underwriting viene disaccoppiata almeno in parte dalla modernizzazione del core assicurativo. Una compagnia può quindi sperimentare nuovi workflow e introdurre funzionalità AI senza attendere necessariamente la conclusione di una trasformazione infrastrutturale più ampia.
Secondo Samir Sikri, Head of AI and New Technologies for Insurance di Synechron, questo approccio dovrebbe permettere alle compagnie di ottenere risultati in settimane anziché attendere anni per completare programmi di trasformazione più tradizionali.