10/07/2026 di redazione

Cybersicurezza nelle telco, l’AI “cattiva” cresce quanto quella “buona”

Per contrastare l'impennata delle frodi automatizzate, si utilizzano sempre più difese cyber basate sull’intelligenza artificiale: i dati di Infobip.

Combattere l’intelligenza artificiale (quella malevola) con l’intelligenza artificiale (buona): è una strategia di cybersicurezza sempre più proposta dai vendor. E vale anche per il settore delle telecomunicazioni. Sul tema interviene la nuova ricerca “Fraud & Security Trends 2026”, fondata sull’analisi di miliardi di interazioni raccolte dalla piattaforma di marketing omnicanale di Infobip  (che raggiunge oltre sette miliardi di dispositivi mobili, collegati a più di 10mila connessioni di rete).

La contraddizione in cui viviamo, nel rapporto tra AI e sicurezza, traspare evidente. Il traffico malevolo bloccato ha raggiunto volumi record, con una crescita del 77% anno su anno, ma in parallelo è cresciuta l’adozione di tecnologie di difesa basate su AI. In particolare, l'attività bloccata con sistemi di rilevamento delle frodi basati su AI è cresciuta del 71%, mentre  il rilevamento basato sui pattern (e quindi sull’analisi comportamentale) è aumentato del 105%.

L’intelligenza artificiale usata per scopi malevoli è particolarmente presente nel phishing, fenomeno che grazie all’automazione sta esplodendo. Nelle statistiche di Infobip rappresenta il 49% dei contenuti dannosi bloccati e mostra volumi in crescita del 94% anno su anno (considerando il numero di messaggi bloccati).

Ma aumentano di quasi altrettanto, 91%, le interazioni tramite Network API, cioè  interfacce di programmazione messe a disposizione dagli operatori di telefonia mobile, che consentono alle applicazioni di usare alcune funzionalità della rete telefonica in modo sicuro e standardizzato (senza dover accedere direttamente all'infrastruttura dell'operatore). Due esempi sono lo swap della SIM e la verifica del numero, il cui utilizzo è in forte crescita nel settore finanziario.

“I truffatori stanno utilizzando l'intelligenza artificiale per automatizzare e ampliare le campagne più rapidamente che mai, ma anche le misure di protezione basate sull’IA si stanno evolvendo con la stessa rapidità”, ha commentato Matija Ražem, chief commercial telecom officer di Infobip. “La crescita significativa dei sistemi di rilevamento basati sull'intelligenza artificiale dimostra che le organizzazioni leader non considerano più la sicurezza come un aspetto secondario, ma la stanno integrando direttamente nella propria infrastruttura di comunicazione”.

II report di Infopib conferma uno scenario già noto in merito al duplice ruolo dell’AI nelle telecomunicazioni. Recentemente Gsma, l’associazione di riferimento del settore, ha definito l’intelligenza artificiale come “arma a doppio taglio”, che potenzia enormemente le attività di creazione e diffusione di phishing, malware e ingegneria sociale, ma che aiuta anche gli operatori telco nel rilevamento e nella risposta alle minacce.

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