03/07/2026 di redazione

Data center per riscaldare Milano senza inquinare: l'impegno di Equinix e A2A

L’energia termica recuperata dal campus Equinix di Settimo Milanese finirà nella rete di teleriscaldamento del capoluogo.

Il data center ML5 di Equinix nel campus di Settimo Milanese

Il data center ML5 di Equinix nel campus di Settimo Milanese

Equinix contribuirà a riscaldare la città di Milano con i propri data center: sarà un'energia pulita, perché di recupero, con un raggio di copertura che andrà dalla periferia al centro, includendo luoghi simbolo come il Duomo e Palazzo Reale.  L’azienda californiana e A2A si sono impegnate in un progetto che mira a recuperare  circa 225 GWh all’anno di energia termica dai server di Equinix installati nel campus di Settimo Milanese, comune alle porte ovest di Milano.

A regime, il sistema potrà elevare del 20% la quantità di calore decarbonizzato distribuito in città, coprendo il fabbisogno di riscaldamento di oltre 21mila abitazioni. Il progetto mira a evitare l’emissione di oltre 345mila tonnellate di CO₂, equivalenti alla capacità di assorbimento di anidride carbonica di circa 220mila alberi.

L’impegno è reciproco: nell’ambito dell’iniziativa, Equinix progetterà e gestirà il sistema di esportazione del calore dal proprio campus, collaborando con diversi stakeholder (tra cui i clienti che usufruiscono di servizi di colocation, connettività, cloud e altro ancora), mentre il contributo di A2A si concretizza in un “Energy Center” collocato in prossimità del sito.

Qui il calore recuperato dai server sarà trasferito e valorizzato attraverso quattro pompe di calorb di grande taglia (per una capacità totale di 72 MW), due sistemi di accumulo termico (con una capacità di 6.000 metri cubi) e una infrastruttura che trasporterà l’energia termica verso la rete urbana. A2A, inoltre, si è impegnata a estendere la propria rete di teleriscaldamento per consentire la distribuzione del calore recuperato dai data center su un’area cittadina più ampia, coprendo sia il centro sia le periferie.

“Il calore in eccesso è un sottoprodotto della potenza di calcolo necessaria per la trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Emanuela Grandi, managing director di Equinix Italia, “ma quando lo ridistribuiamo nelle aree attorno ai nostri data center possiamo creare un enorme valore per le comunità, riducendo l’energia complessiva necessaria per riscaldare il territorio. Siamo molto orgogliosi degli sforzi e dei risultati ottenuti da Equinix nel tracciare la strada dell’export di calore dai data center in Europa e stiamo applicando le lezioni apprese dai nostri successi anche in Italia, contribuendo a creare un mercato per il calore proveniente dai data center che può sostenere in modo significativo i target di decarbonizzazione del Paese. A livello dimensionale, ci aspettiamo che questa iniziativa in Italia diventi uno dei più grandi progetti di esportazione di calore dai data center in Europa al di fuori dei Paesi nordici”.

Dettaglio di un sistema di esportazione del calore in un data center di Equinix

Dettaglio di un sistema di esportazione del calore in un data center di Equinix

“La collaborazione con Equinix”, ha detto Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, “si inserisce pienamente nella nostra strategia di sviluppo di un ecosistema integrato in cui energia, infrastrutture e innovazione operano in modo sinergico. Attraverso gli investimenti previsti dal Piano al 2035 e grazie alle competenze industriali del Gruppo, intendiamo dare il nostro contributo ad una filiera strategica per l’Italia, generando al contempo valore economico, ambientale e sociale per i territori”.

Settimo Milanese è oggi una delle “zone calde” dell’area lombarda per quanto riguarda i data center, tra infrastrutture già operative e altre in fase di realizzazione, anche da brownfield. Oltre a Equinix, che in questo territorio possiede due data center, anche Data4 è presente a pochi chilometri di distanza, a Cornaredo. A Settimo Milanese, inoltre, da poche settimane è cominciata la costruzione della futura infrastruttura di Vaultica.

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