Meta accelera sui chip per l’intelligenza artificiale sviluppati “in casa”, per dotarsi di una maggiore capacità di calcolo per il training e l’inferenza, senza però dover dipendere troppo da Nvidia e Amd. Secondo le indiscrezioni di Reuters, che ha messo gli occhi su un documento circolato all'interno di Meta, l’azienda di Menlo Park a settembre farà partire la produzione dei chip “Iris” - nome in codice - di quarta generazione.
Si tratta di acceleratori per l’addestramento di modelli AI e per l’inferenza, una categoria che l’azienda indica con l’acronimo Mtia (Meta Training and Inference Accelerator) e che serviranno a potenziare le funzionalità di intelligenza artificiale sia di Facebook sia di Instagram.
Gli Mtia non sostituiranno le Gpu, come evidenziato dalla stessa Reuters e dai commentatori, ma permetteranno a Meta di ampliare la propria capacità di elaborazione complessiva: l’obiettivo è di arrivare l’anno prossimo a una potenza installata di almeno 14 gigawatt. L’obiettivo è anche quello di ridurre la dipendenza dalle forniture di Nvidia e Amd, che negli ultimi tempi hanno pesato non poco sulle finanze di Meta e anche sulle tempistiche dell'innovazione: adottare le ultime Gpu “è stata un'impresa ardua e ci è costato tempo”, scrive l’autore del documento visionato da Reuters.
Lo stesso documento svela che testare la nuova piattaforma ha richiesto appena sei settimane, senza che sorgessero problemi rilevanti: un iter piuttosto rapido, considerando che lo sviluppo di semiconduttori non è il core business di Meta. La produzione delle nuove Mtia dovrebbe partire a settembre, affidata a Broadcom, ovvero alla stessa azienda che pochi giorni fa ha messo in tasca un nuovo accordo con Apple, per una pluriennale fornitura di chip del valore di oltre 30 miliardi di dollari.