11/06/2026 di Giancarlo Calzetta

Red Hat: AI e agenti su di uno strato Open Source

Dal Red Hat Summit 2026 emergono le strategie per AI agentica, OpenShift AI, sicurezza post-quantistica, virtualizzazione e sovranità del dato. Focus su RHEL, MCP e automazione.

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A distanza di un mesetto dall’evento Red Hat Summit 2026 di Atlanta, la convention annuale per clienti e partner del marchio dal cappello rosso, abbiamo incontrato il management italiano per fare un po’ il punto del mercato e delle novità applicate al nostro Paese. Partendo da quello che è successo in Georgia (USA), possiamo dire che l’interesse per l’open source è ancora molto vivo: con oltre 6.600 partecipanti provenienti da 76 paesi e il coinvolgimento di più di 1.900 aziende, si è visto che pur dovendo convivere con una realtà geopolitica complessa che ha parzialmente frenato la partecipazione europea, gli addetti ai lavori erano molto curiosi di assistere alle novità e partecipare alle sessioni di formazione. Il messaggio centrale che è stato ribadito più volte durante gli appuntamenti delle giornate, portato avanti sia dal CRO Andrew Brown sia dagli altri manager, è che l'innovazione non può essere slegata dal valore dei dati e dalla stabilità dei sistemi esistenti, richiedendo un approccio che mantenga i piedi per terra pur guardando alle tecnologie più avanzate.

Red Hat Enterprise Linux è sempre il prodotto di punta

Ovviamente, il prodotto che è al centro di questa strategia rimane Red Hat Enterprise Linux che si evolve per rispondere a sfide senza precedenti in termini di sicurezza e longevità. In particolare, per quanto riguarda la durata nel tempo, molto importate per settori critici come quello della Difesa che non possono permettersi cicli di aggiornamento delle macchie frenetici, è stato annunciato un supporto esteso che garantisce stabilità per ben 14 anni su singole versioni, con la possibilità di estendere la manutenzione tramite canali specifici fino a 20 o 30 anni. Questa scelta torna anche molto utile in vista dell’atteso aumento nelle scoperte di vulnerabilità che arriverà quando i sistemi AI come Mythos arriveranno nelle mani sbagliate. Parallelamente, sempre in tema sicurezza, Red Hat ha introdotto un catalogo di immagini containerizzate certificate "Zero CVE", garantendo che ogni ambiente di sviluppo nasca privo di vulnerabilità note al momento del rilascio, un processo che si allinea alle rigide richieste della normativa NIS 2. Inoltre, le versioni 10 e 11 di RHEL integrano già protocolli di crittografia post-quantistica, progettati per resistere alla capacità di calcolo dei futuri computer quantistici capaci di decrittografare gli standard attuali.

Non possono mancare le ottimizzazioni per l’AI e i suoi agenti

L'innovazione del sistema operativo guarda anche al futuro della computazione e dello sviluppo agentico dove il progetto Fedora ha dato vita all'iniziativa Hummingbird, che permette agli sviluppatori di agenti AI di accedere a versioni del sistema operativo ottimizzate e utilizzabili in modo diretto e automatico, superando le barriere delle sottoscrizioni tradizionali per facilitare l’installazione rapida di macchine dedicate all'esecuzione di codice IA. Inoltre, la collaborazione con Oracle Cloud è stata ulteriormente estesa, permettendo di scegliere RHEL direttamente dai portali Oracle come immagine nativa.

Il passaggio dai chatbot ai sistemi agentici rappresenta l'evoluzione tecnologica più significativa discussa al Summit. Red Hat sta dotando le proprie tecnologie del Model Context Protocol (MCP), consentendo agli agenti di interfacciarsi in modo fluido con strumenti esterni come SAP o altre piattaforme enterprise. La piattaforma OpenShift AI è stata potenziata per gestire l'intero ciclo di vita dei modelli e l'inferenza, introducendo tecnologie come vLLM, capace di ottimizzare i modelli per ridurre il consumo di risorse GPU del 50-60% durante l'inferenza. A questa si affianca la tecnologia LLM-D che funge da bilanciatore dinamico distribuendo il carico di lavoro su diverse GPU disponibili, rompendo l'associazione rigida tra singolo modello e singola scheda grafica per massimizzare l'efficienza infrastrutturale.

Si spinge sull’infrastruttura per semplificare l’applicazione dell’IA ai processi aziendali

L'integrazione dei dati aziendali nell'AI è stata affrontata promuovendo tecniche come la Retrieval-Augmented Generation (RAG) automatica. Questa soluzione permette alle aziende di far interrogare ai modelli i propri database riservati senza dover affrontare i costi proibitivi del training completo dei modelli, garantendo così la sovranità del dato e la sicurezza delle informazioni sensibili che non vengono inviate a cloud esterni non controllati. Esempi concreti di questa applicazione sono stati presentati da realtà come Airbus, che integra l'AI nelle linee di produzione, e Adventist che utilizza la piattaforma per supportare le diagnosi mediche tramite l'elaborazione di immagini basata su dati residenti on-premise.

Un altro pilastro fondamentale dell'evento è stato la modernizzazione della virtualizzazione legacy. Molte aziende stanno migrando i propri carichi di lavoro verso OpenShift Virtualization, trasformando vecchie infrastrutture in moderni microservizi. I numeri presentati indicano un successo commerciale notevole, con oltre 1,5 milioni di macchine virtuali già migrate e ricavi per 600 milioni di dollari nel primo trimestre del 2026. Il caso di Eurocontrol è emblematico: l'organizzazione che gestisce il traffico aereo europeo ha scelto OpenShift per scalare i propri sistemi in vista degli oltre 12 milioni di voli previsti entro il 2031, utilizzando l'analisi in tempo reale per ottimizzare le rotte e migliorare la sostenibilità economica dei vettori.

Automazione e messa in sicurezza dell’ambiente Open Source

L'automazione si è evoluta in uno strumento di difesa proattiva contro l'aumento massiccio di vulnerabilità scoperte tramite l'IA. Oltre all'automazione guidata dagli eventi, Red Hat sta integrando l'AI generativa per interpretare ticket di assistenza in linguaggio naturale e suggerire o eseguire autonomamente le risoluzioni necessarie, mantenendo sempre l'intervento umano nel processo decisionale. In risposta alle esigenze di conformità e sicurezza, è stato lanciato anche un servizio di supporto sovrano europeo, con team di ingegneri residenti in Europa e dati che non lasciano mai i confini del continente, rivolto specificamente a pubbliche amministrazioni e ministeri della difesa.

Infine, un annuncio di grande rilievo ha riguardato il Progetto Lightwell, un'iniziativa congiunta con IBM che prevede un investimento di 5 miliardi di dollari e l'impiego di 20.000 ingegneri. Questo consorzio mira a mettere in sicurezza il codice open source mondiale utilizzando l'IA per identificare e correggere anomalie nelle librerie software prima che diventino vulnerabilità pubbliche. Le aziende che aderiscono al consorzio ricevono patch prioritarie e la vulnerabilità viene resa pubblica solo dopo che tutti i partecipanti hanno messo in sicurezza i propri sistemi, garantendo una protezione senza precedenti contro lo sfruttamento rapido delle falle di sicurezza nel software libero.

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