Non soltanto l’intelligenza artificiale sta proseguendo nella crescita, ma accelera e continuerà a farlo anche nei prossimi anni. Questo raccontano le nuove stime Gartner sulla spesa mondiale in AI, che lo scorso anno ha superato i 1.764 miliardi di dollari e che nel 2026 dovrebbe sfiorare quota 2.600 miliardi (2.595), con una crescita del 47%. Per il 2027 si prevede un’ulteriore salita, fino a quasi 3.500 miliardi di dollari di giro d’affari (3.493 miliardi).
La stima di oltre 2.600 miliardi di dollari per il 2026 è stata recentemente elevata (con 6 miliardi di dollari aggiuntivi) per via di una particolare dinamica: nelle aziende, secondo Gartner, sta crescendo sia l’uso dei Large Language Model integrati in esistenti applicazioni software, in forma di funzionalità di GenAI, sia l’adozione degli agenti AI all’interno di vari processi.
I calcoli di Gartner comprendono gli acquisti di hardware ottimizzato per l’AI, il software, i modelli, i servizi di AI e di cybersicurezza specifici per l’AI, le piattaforme di sviluppo, di machine learning e di data science. La voce più corposa è quella delle infrastrutture per l’AI, che include i semiconduttori, i server ottimizzati, lo storage, il networking, gli AI Pc e anche i servizi infrastrutturali erogati via cloud: per tutto ciò quest’anno verranno spesi più di 1.431 miliardi di dollari, contro i circa 976 miliardi del 2025. Più piccolo, ma in forte crescita, è il segmento degli AI data, che passerà dagli 826 miliardi di dollari dell’anno scorso agli oltre 3.120 previsti per quest’anno.
“Fino a questo punto, la spesa in AI è stata trainata principalmente dalle società tecnologiche e dagli hyperscaler”, ha spiegato John-David Lovelock, distinguished VP analyst di Gartner. “Le aziende devono ancora esibire il loro reale potenziale di spesa. Ma ci stiamo arrivando e il 2026 sarà l’anno di svolta. Al momento le aziende mostrano un appetito limitato nell’utilizzo dell’AI per generare drastici cambiamenti al loro interno. Prediligono, invece, iniziative di AI tattiche, con miglioramenti incrementali di efficienza e produttività. Per questo motivo, i Cio faticano a dimostrare il valore degli investimenti di AI e concreti risultati di business. Allineare le iniziative di AI agli obiettivi di business è un passaggio essenziale per il successo”. Questo approccio incrementale, ha spiegato l’analista, persiste a dispetto dell’hype per l’AI e della prospettiva di un suo impatto di largo raggio sul sistema economico.
L’ascesa dell’infrastruttura
Nel medio termine, nel giro di qualche anno, Gartner prevede che la componente di infrastruttura AI arrivi a rappresentare il 45% del giro d’affari mondiale dell'intelligenza artificiale, come effetto della crescente necessità di calcolo e storage. In particolare, nelle aziende crescerà la domanda di servizi IaaS, di server, di componenti di rete e di dispositivi ottimizzati per l’AI.
“In questo segmento”, ha dichiarato Lovelock, “la spesa in server ottimizzati per l’AI triplicherà nell’arco dei prossimi cinque anni, per diventare il maggiore sottosegmento, poiché i fornitori cloud espanderanno la propria capacità in previsione di workload creati dai modelli di GenAI e dai flussi di lavoro agentici”.