Via da Google? Non facile, ma se Microsoft chiama...

di Redazione
pubblicato giovedì 22 marzo 2012

James Whittaker, ingegnere informatico che ha lavorato per quasi tre anni nell’azienda di Mountain View, ha lasciato un posto di prestigio per approdare alla corte di Redmond. Perché? Per continuare, a suo dire, ad occuparsi di tecnologia e fare innovazione.

Ha lasciato un posto di prestigio in Google e per sua stessa ammissione “non è stato facile”: lo ha fatto perché l’advertising e, di conseguenza, il “social” sono diventati il mandato predominante della società, a scapito di tecnologia e innovazione, sempre meno supportate.


È la storia di James Whittaker, ingegnere informatico che ha lavorato per quasi tre anni nell’azienda di Mountain View e che, dopo una lunga riflessione, ha mollato l’ancora per approdare (in un secondo momento) a Microsoft. I motivi della scelta li precisa lui stesso in un post che qualche giorno fa ha fatto il giro del Web.

"Tre anni fa – racconta Whittaker - Google era una compagnia basata sulla tecnologia, che cercava di spingere i suoi dipendenti a innovare. La raccolta pubblicitaria era molto importante ma rimaneva, in un certo senso, sullo sfondo: Google è stata una ad company nella misura in cui lo è una buona emittente televisiva visto che i grandi contenuti attirano i pubblicitari”.

Insomma "la pubblicità aveva il suo spazio ma l'innovazione manteneva un ruolo forte e, soprattutto, era decisamente supportata dal board aziendale". L’ex manager cita i casi di Gmail e Chrome, due prodotti “sviluppati e migliorati dal basso” facendo leva proprio sullo spirito innovatore e creativo. "All’epoca – sottolinea l’ex ingegnere di Google - chiunque avesse idee o le competenze per contribuire poteva essere coinvolto: più in generale c’era un netto interesse da parte dell’azienda allo sviluppo di nuove soluzioni, sia software che hardware".

La missione social però ha dato presto segnali di debolezza, soprattutto nella competizione con Facebook. “Gli sforzi della nostra società avevano prodotto solo un paio di prodotti come Wave e Buzz – continua il manager - mentre per esempio Orkut non ha mai preso piede, al di fuori del Brasile”.
Nonostante ciò la componente social è diventata ancor più predominante per la società e con la nomina a Ceo di Larry Page è divenuta il vero mandato aziendale di Google. "Tutti i prodotti sono stati agganciati a Google+ - rileva Whittaker – e così anche la ricerca è diventata sociale, così come Android e YouTube”.

''Troppo - dice l’ex manager Google - anche perché nel frattempo l’innovazione è stata poco supportata; i Google Labs sono stati chiusi. Le Api (per anni rimaste libere) sono state rese a pagamento e, infine il leggendario 20% del tempo libero che Google lasciava ai suoi dipendenti per inventare e innovare è stato via via ridotto. Ce n’era abbastanza per lasciare!". E per accasarsi alla grande nemica Microsoft.


A cura di Sindacatonetworkers.it


 
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