28/03/2024 di Redazione

Vira in direzione green il data center dell’Università di Pisa

L’ateneo toscano ha deciso di adottare nuove apparecchiature di alimentazione e di raffreddamento a liquido per soddisfare le esigenze di high performance computing e ridurre l'utilizzo di energia.

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Fiore all'occhiello dell'istruzione italiana ed europea, con radici che affondano nel lontano 1343, l'Università di Pisa continua a guardare al futuro con occhi attenti e ambizioni crescenti. Questa volta, l'attenzione si è rivolta al cuore pulsante della propria infrastruttura tecnologica, ovvero il data center.

Con il crescente bisogno di potenza di calcolo per soddisfare le richieste dei sistemi di high performance computing e mantenere un'operatività flessibile, l'ateneo ha deciso di ampliare e potenziare le infrastrutture digitali.

Già dotata di tre data center a supporto delle proprie attività didattiche e di ricerca, l'istituto ha avviato nel 2016 il progetto "The Green Data Center" per rispondere alle crescenti esigenze tecnologiche. Maurizio Davini, Cto dell'Università di Pisa, spiega: "Il nostro obiettivo era sfruttare l'ala disponibile dell'edificio mantenendo intatto il design originale e integrando nuove tecnologie per soddisfare le esigenze del calcolo ad alte prestazioni, senza compromettere la flessibilità operativa".

Per le componenti infrastrutturali, l’ateneo si è affidata a Vertiv, che ha fornito una gamma di soluzioni complete, dalle apparecchiature di alimentazione e raffreddamento ai rack, dalla rete ai servizi. Una delle soluzioni chiave implementate è stata una combinazione ibrida di raffreddamento ad aria e a liquido, che rappresenta una delle ultime frontiere nella gestione termica dei data center. Questo approccio consente non solo di ridurre l'uso di energia, ma offre anche una maggiore efficienza nel raffreddamento delle apparecchiature ad alta densità.

Tra i vantaggi derivati da questa innovazione, l'Università di Pisa ha sottolineato l'importanza dell'implementazione del raffreddamento a liquido nei data center già esistenti, inizialmente progettati per il raffreddamento ad aria. Questo passo avanti non solo migliora la resilienza complessiva del sistema, ma assicura anche un monitoraggio e una gestione più efficienti per garantire la massima disponibilità delle infrastrutture critiche.

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