Con il progetto EuroQCI l’Europa va avanti sul quantum computing, il calcolo quantistico, un approccio che permette di sfruttare potenti macchine per eseguire operazioni complesse e massive, applicando all’informatica alcuni principi della meccanica quantistica, come il principio di indeterminazione e l’entanglement. EuroQCI (l’acronimo sta per Quantum Computing Infrastructure) è un progetto avviato dalla Commissione Europea con il supporto dell’Esa, l’agenzia spaziale del Vecchio Continente. Due anni fa 26 Stati membri avevano firmato la dichiarazione di partecipazione al progetto: all’appello mancava l’Irlanda, la cui firma è arrivata però adesso.

 

“Come recentemente si è visto, la cybersicurezza è più che mai al centro della nostra sovranità digitale”, ha dichiarato Thierry Breton, commissario europeo per il Mercato interno e i servizi. “Sono felice che tutti gli Stati membri siano ora parte del progetto EuroQci: questo  elemento chiave della nostra iniziativa di futura connettività sicura garantirà che tutti i cittadini europei abbiano accesso a servizi di comunicazione sicuri e affidabili”.

 

L’obiettivo del progetto, spiega la Commissione Europea, è quello di “migliorare le infrastrutture di comunicazione esistenti aggiungendo un livello di sicurezza basati sui principi della meccanica quantistica”. In particolare, l’infrastruttura fornirà servizi basati sulla distribuzione a chiave quantistica (Quantum Key Distribution), una forma di crittografia altamente sicura che utilizza gli stati fotonici. Le chiavi di encryption saranno distribuite sia su fibra ottica terrestre sia attraverso collegamenti laser spaziali. 

 

Sarà essenziale proteggere i dati e le comunicazioni nei collegamenti tra i diversi computer quantistici, simulatori e sensori previsti dal progetto, che troverà applicazione in ambiti come le smart grid energetiche, il controllo del traffico aereo, la gestione dei dati bancari e la sanità. La crittografia basata sulle chiavi quantistiche, inoltre, servirà a proteggere i dati archiviati, ricevuti e inviati dai data center.

 

Ora, con l’adesione dell’Irlanda, si passa alla fase due del progetto: i Paesi Ue avranno 12 mesi di tempo per “esplorare modi per sviluppare e distribuire le infrastrutture di comunicazione quantistica in Europa nei prossimi dieci anni”. Non si tratta, dunque, di un obiettivo di breve termine: EuroQci rientra in una più vasta strategia europea decennale di sviluppo della tecnologia quantistica, lanciata nel 2018. Per il Quantum Technologies Flagship Programme, questo il nome, è stato previsto un miliardo di euro di stanziamento. Il progetto prevede l’utilizzo dell’approccio quantistico in cinque aree, ovvero le comunicazioni, il calcolo informatico, le simulazioni, i sensori e le scienze sottostanti queste tecnologie. 

 

Invito tutto gli Stati membri a essere ambiziosi nelle azioni che intraprenderanno, dato che la creazione di efficienti reti nazionali è alla fondamenta di EuroQci”, ha commentato Margrethe Vestager, vicepresidente esecutivo di Europe Fit for the Digital Age. Per l’Italia sono direttamente coinvolti nel consorzio di EuroQci il Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche), Inrim (Istituto nazionale di ricerca metrologica), Leonardo e Telespazio.