06/02/2026 di Valentina Bernocco

Cloud e AI amplificano le emozioni delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026

Tra effetti speciali e personalizzazione del broadcasting televisivo, le tecnologie di Alibaba rinnovano l’esperienza di fruizione del giochi olimpici e paralimpici invernali.

(Immagine: Milano Cortina 2026)

(Immagine: Milano Cortina 2026)

Le Olimpiadi sono emozione, partecipazione, coinvolgimento. Ma i giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026, nelle intenzioni degli organizzatori, sono anche sinonimo di efficienza nella gestione di tutti gli aspetti tecnologici, legati sia all’esperienza di fruizione digitale sia al tradizionale (ma non più tanto tradizionale) broadcasting televisivo. Cloud computing e intelligenza artificiale sono le innovazioni che fanno da collante tra le due dimensioni, da un lato il coinvolgimento e le emozioni, dall’altro l’efficienza, la velocità e l’ottimizzazione delle risorse.

Perché nel frattempo, anche solo rispetto ai giochi di Parigi di due anni fa, l’intelligenza artificiale ha fatto passi da gigante. Dalla cerimonia di apertura a San Siro e attraverso centinaia di gare di 17 discipline sportive, l’evento farà leva sul cloud e sui Large Language Model di Alibaba, che è partner tecnologico sia del Comitato Olimpico Internazionale sia di Olympic Broadcasting Services (Obs), l’organizzazione (nata in seno al Cio) che da 25 anni fornisce contenuti televisivi e radiofonici alle emittenti di tutto il mondo.

“Questo è il nono anno della nostra partnership con Alibaba, dopo Tokyo, Pechino e Parigi”, ha detto Ilario Corna, chief information technology officer del Cio, in conferenza stampa al MiCo, location scelta per ospitare l’International Broadcasting Centre di questi giochi invernali. “A Milano per la prima volta le capacità dell'AI vengono distribuite su larga scala in un nostro evento. Volevamo migliorare l’engagement ma anche l’efficienza operativa”. Parole che non sono solo uno slogan: introdotto come alternativa a collegamenti satellitari e linee di trasmissione dedicate, per Tokyo 2020, quattro anni dopo a Parigi il broadcasting basato su cloud è diventato il principale metodo di trasmissione di Obs.

Da sinistra: Leon Xie, general manager Olympic Business di Alibaba Group; Yiannis Exarchos, Ceo di Olympic Broadcasting Services; Feifei Li, Senior VP Alibaba Cloud Intelligence Group e president of International Business; Ilario Corna, Chief Technology and Information Officer del Comitato Olimpico Internazionale; Andrea Varnier, Ceo di Milano Cortina 2026

Da sinistra: Leon Xie, general manager Olympic Business di Alibaba Group; Yiannis Exarchos, Ceo di Olympic Broadcasting Services; Feifei Li, Senior VP Alibaba Cloud Intelligence Group e president of International Business; Ilario Corna, Chief Technology and Information Officer del Comitato Olimpico Internazionale; Andrea Varnier, Ceo di Milano Cortina 2026

Un broadcasting molto più ricco

“Il cloud ha permesso di trasmettere da qualsiasi luogo, anche da posti dove prima non era possibile”, ha spiegato Yianni Exarchos, Ceo di Olympic Broadcasting Services. “Qualche anno fa, discutendo con il nostro team tecnico sul futuro del broadcasting delle Olimpiadi, ci siamo resi conto che i modelli tradizionali non sarebbero bastati. Avevamo un grande problema di scala”. Da qui la decisione di spostarsi su tecnologie IP e di “abbracciare aggressivamente il cloud”, ha raccontato Exarchos. “In Alibaba abbiamo visto il giusto partner per portare avanti la nostra visione. Una visione che si è dimostrata di grande successo, perché con Alibaba ci siamo, poi, trovati pronti ad affrontare i grandi cambiamenti tecnologici degli ultimi anni”.

La distribuzione via cloud riduce costi, tempi di configurazione e complessità tecniche, oltre ad aumentare la flessibilità e la resilienza dell'infrastruttura. Inoltre, già a Parigi e oggi anche a Milano, il broadcasting via cloud ha permesso di evitare l’allestimento di un data center tradizionale a supporto delle operazioni IT, riducendo lo spazio da occupare e i costi hardware. Ma non solo: il cloud è diventato anche il custode delle immagini fotografiche e delle riprese video, un archivio sicuro e accessibile nel lungo periodo.

Per Milano Cortina 2026 la piattaforma Olympic Broadcast Service Live Cloud permetterà di distribuire migliaia di ore di contenuti in altissima definizione con una latenza minima e con ridotte necessità di infrastrutture fisiche in loco: il servizio verrà utilizzato da 39 emittenti, che riceveranno contenuti personalizzati, con inquadrature che daranno risalto agli atleti di bandiera. Saranno trasmessi 428 feed di dirette video (tra cui 26 in Ultra-High Definition) e 72 feed audio. Inoltre più di cinquemila contenuti in “pillole” (tra cui filmati dietro le quinte, highlight e clip sulle reazioni più emozionanti) saranno distribuiti attraverso Obs Content+, piattaforma anch’essa basata su Alibaba Cloud.

Lo spazio allestito per Olympic Broadcasting Services su quattro padiglioni del MiCo include diverse cabine di regia e centinaia di schermi. Oltre ai sistemi deputati alla trasmissione video e audio, sono in funzione diversi apparati di monitoraggio per controllare il buon funzionamento delle reti IT, la trasmissione dati verso il cloud, e ancora software di protezione perimetrale e Siem che raccolgono e correlano log, lanciando allerte su eventuali attacchi informatici. Per tutta la durata della manifestazione verrà anche misurata l’audience delle diverse gare, riferita a Paesi e città.

“Ogni edizione dei Giochi Olimpici presenta sfide uniche in termini di volumi di dati, distribuzione geografica e complessità logistica”, ha commentato Feifei Li. “Per Milano Cortina 2026, stiamo implementando soluzioni di cloud e AI per rendere il broadcasting più dinamico, ottimizzare i workflow e rendere i contenuti olimpici più accessibili a un'audience a livello globale".

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AI tra gli effetti speciali e il “dietro le quinte”

Senza lesinare sui toni enfatici, in un messaggio video la presidente della International Olimpics Committee, Kirsty Coventry, ha ribadito che Alibaba è stato “un partner trasformativo per il movimento olimpico, da Tokyo 2020 in poi” e ha promesso che quelle di Milano Cortina 2026 saranno “le Olimpiadi più intelligenti della storia” e addirittura “plasmeranno il futuro” di questa antica manifestazione.

Ed è qui che, mentre il cloud si abbina all’efficienza, l’intelligenza artificiale entra in gioco per amplificare il coinvolgimento e trasformare l’esperienza di fruizione mediatica. “L'innovazione della tecnologia riguarda le persone e può rendere migliori i giochi, il coinvolgimento e l'interazione”, ha detto Feifei Li, president of International Business e senior vice president della divisione Cloud Intelligence di Alibaba. “Questo è lo spirito dei giochi olimpici e siamo qui per questo”.

Per Milano Cortina scende in pista Qwen, la tecnologia di Large Language Model di Alibaba. Nelle dirette televisive vedremo all’opera il “Real-Time 360º Replay”, cioè un replay immersivo che riproporrà azioni chiave e momenti di particolare interesse, con movimenti di camera fluidi ed effetti visivi stroboscopici. Grazie ad algoritmi di AI capaci di isolare gli atleti da sfondi complessi (come neve e ghiaccio), il Real-Time 360º Replay in soli 15 o 20 secondi crea una ricostruzione tridimensionale dei momenti chiave.

Come già fatto per Pechino 2022, verranno proposti clip video in BulletTime, l’effetto speciale (mutuato dal cinema e portato alla ribalta da Matrix) che mostra una scena d'azione al rallentatore, con rotazione del punto di vista della telecamera. Ma ci sarà anche una novità assoluta per le olimpiadi trasmesse in Tv, la funzione "Spacetime Slices": una scomposizione del movimento di pattinatori, sciatori e altri atleti olimpici, in una serie di fotogrammi mostrati in un'unica immagine.

Se questi sono gli effetti speciali dell’AI, fruibili dal pubblico, i Large Language Model possono aiutare anche chi lavora nel dietro le quinte dell’evento televisivo. Olympic Broadcasting Services sta sviluppando un sistema di riconoscimento video che ha chiamato Automatic Media Description: basato su Qwen, servirà per l’identificazione automatica di atleti e momenti chiave all’interno di un video. Il sistema saprà anche, in pochi secondi, generare descrizioni degli eventi e applicare tag ai contenuti video. Sarà quindi utile agli staff tecnici per indicizzare migliaia di ore di filmato e per recuperare molto velocemente informazioni e contenuti specifici, anche risalendo indietro nel tempo. Se parliamo delle Olimpiadi, l'AI non ci porta soltanto nel futuro, ma è anche custode della memoria storica.

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