A fine ottobre ha fatto notizia il fake trasmesso in diretta su Facebook Live in cui si vedevano astronauti della Stazione Spaziale Internazionale passeggiare nello spazio. Immagini vere, ma risalenti a un anno prima. Eppure il video è riuscito a registrare 28 milioni di visualizzazioni. Numeri da capogiro. Per affrontare il problema delle finte notizie alla radice, Facebook ha deciso di tagliare la testa al toro: il social network ha aggiunto siti e aggregatori di news fasulle alla propria blacklist e non permetterà più loro di utilizzare gli inserti pubblicitari veicolati tramite Audience Network. Una mossa analoga a quella fatta da Google poche ore prima.

I siti che diffondono notizie false vanno quindi ad aggiungersi alla categoria delle pagine fuorvianti, illegali e ingannevoli, che già da tempo non possono utilizzare gli strumenti di Audience Network. Una soluzione che permette a risorse di terze parti e alle app di mostrare annunci pubblicitari agli utenti che accedono ai siti e alle applicazioni passando da Facebook. Il social network si tiene poi una fetta del ricavato.

“Rafforziamo le nostre policy in modo vigoroso e ci attiviamo repentinamente per prendere provvedimenti contro siti e app che violano le regole”, ha spiegato un portavoce dell’azienda al Wall Street Journal. “Il nostro team continuerà a vagliare gli inserzionisti prospect e quelli attuali per assicurare la compliance”.

Durante uno degli eventi social più seguiti degli ultimi tempi, vale a dire la campagna per le elezioni presidenziali Usa vinte da Donald Trump, Facebook è stata accusata di voler influenzare l’esito lasciando proliferare in modo deliberato sulla propria piattaforma false notizie sui due candidati. Una tesi rispedita al mittente con forza dal Ceo del gruppo, Mark Zuckerberg, che l’ha bollata come “fuori di testa”.