Mentre per colpa del coronavirus la produzione di visori Oculus rallenta, Facebook non dimentica i propri interessi per realtà “alternative” a quella del mondo concreto. La società di Menlo Park ha acquisito Scape Technologies, startup londinese proprietaria di una tecnologia di computer vision utilizzabile per mappare le città e fornire servizi di navigazione e orientamento più precisi di quelli basati su Gps. Non è nota la cifra pagata per l’acquisizione, non ufficialmente comunicata da Facebook bensì svelata da TechCrunch, che in base alla documentazione visionata ipotizza un valore di circa 40 milioni di dollari.

Dalla sua nascita, nel 2017, finora la startup ha già realizzato un lavoro di mappatura digitale della capitale britannica, ma con il passaggio nella mani del colosso dei social network è intuibile che il progetto possa allargarsi ad altre metropoli. In realtà già dall’anno scorso sul sito Web di Scape Technologies si poteva leggere la promessa dell’aggiunta di nuove città “a breve”.

Ma perché questa giovane società e il suo giovane team (una trentina di collaboratori) interessano tanto a Facebook? Quello proposto da Scape Technologies è un servizio di “visual positioning” basato sulla visualizzazione computerizzata degli ambienti esterni: con esso, tramite Sdk, gli sviluppatori possono integrare nelle loro app delle funzionalità di geolocalizzazione più precisa di quella fornita dal solo Gps. 

La mappatura digitale avviene sulla base di immagini reali e video, un po’ come accade per Street View all’interno di Google Maps. La destinazione più ovvia sono le applicazioni di realtà aumentata, ma potenzialmente questa tecnologia potrebbe essere usata anche per app di navigazione, logistica e robotica. Per Facebook, poi, chissà che non si prospettino possibilità di integrazione all’interno della piattaforma di advertising, nell’ottica di un marketing sempre più basato su geolocalizzazione.