Il 2019 non è ancora finito e c’è una nuova acquisizione in vista per Palo Alto Networks, dopo quelle di  Redlock, Demisto e Zingbox, già realizzate nell’ultimo anno. La prossima aggiunta, per cui è appena stato raggiunto l’accordo di acquisizione definitivo, è Aporeto: una società di cybersicurezza di San Jose che applica l’approccio “zero trust” ai firewall, al controllo degli accessi a reti e applicazioni, e che in particolare si distingue per tecnologie di microsegmentazione basata sull’identità della macchina. 

 

“La Aporeto Zero Trust Cloud Security Platform”, si legge sul sito Web dell’azienda,  “fornisce una soluzione di sicurezza con carico di lavoro cloud omogeneo per firewall distribuiti, Kubernetes Network Security e Secure Access ad applicazioni e infrastrutture di ambienti di cloud ibrido”. In sostanza, le tecnologie di Aporeto proteggono sia le risorse IT on-premise sia quelle esterne, e applicazioni di vario tipo e caratteristiche strutturali (eseguite su macchine virtuali, basate su container, serverless, service mesh e altro ancora).

 

La chiusura dell’operazione è prevista entro il mese di gennaio del 2020. Palo Alto vi investirà 150 milioni di dollari, con la prospettiva di poter rafforzare con le tecnologie di Aporeto la propria piattaforma di sicurezza Prisma Cloud.

 

In attesa dell’acquisizione, intanto Palo Alto ha pubblicato le stime di fatturato per il secondo trimestre dell’anno fiscale in corso (2020), stime inferiori a quando gli analisti di Wall Street si attendessero. I ricavi trimestrali, pari a 771,9 milioni di dollari, sono comunque in crescita del 18% anno su anno, mentre per converso l’utile netto non-GaaP è stato di 104,8 milioni di dollari, inferiore ai 115,4 milioni del secondo trimestre dell’anno scorso. Per l’intero fiscal year 2020 l’azienda pronostica ricavi compresi tra 3,44 e 3,48 miliardi di dollari, che rappresenterebbero una crescita compresa fra il 19% e il 20% rispetto all’anno precedente.