Con Noovle Spa, Tim punta in alto e non lo nasconde: sarà “il più’ grande progetto cloud per l’Italia”, a detta della società di telecomunicazioni. Certo, “cloud” significa molte cose (infrastrutture, software pronti all’uso, servizi di piattaforma e altro ancora) ed è termine tanto composito da permettere a diversi vendor di rivendicarne il primato. il Gruppo Tim, in ogni caso, ha le credenziali per poter parlare in grande e soprattutto per proporsi come interlocutore italiano per le aziende del nostro Paese. 

 

Un chiaro segnale di accentuato interesse per il cloud era stata, nel maggio del 2020, l’acquisizione del 100% Noovle Srl, società milanese tra i principali partner di Google Cloud in Italia. Acquisizione fatta con tempismo perfetto, vista la forte spinta verso lo smart working (dunque verso servizi di connettività, collaborazione, comunicazione a distanza) seguita al lockdown della “prima ondata” di covid-19.

 

Ora quell’interesse dimostrato nove mesi fa diventa più strutturato. Noovle Spa è interamente controllata dal gruppo telco e viene definita come una “cloud company, frutto dell’esperienza e delle competenze digitali del Gruppo Tim, dei suoi data center che vi confluiscono e delle professionalità specialistiche di Noovle Srl”. L’azienda si focalizzerà sulla fornitura di servizi e soluzioni cloud, o meglio multicloud (per consentire il mix di tecnologie di diversi vendor), “innovativi e su misura per i clienti Tim”.

 

L’offerta spazierà dai servizi di gestione delle infrastrutture di rete all’interno dei data center Tim ai servizi di progettazione e assistenza, dalla migrazione verso il cloud al supporto delle attività gestionali collegate. Sfruttando “le più evolute tecnologie basate sull’intelligenza artificiale e l’Internet of Things”, questi servizi potranno accompagnare le aziende nei loro progetti di trasformazione digitale, conciliando le esigenze di user experience e quelle di sicurezza.

 

I punti di forza di Noovle e le sinergie con Tim
Dov’è il valore aggiunto, rispetto a quanto offerto da altri operatori cloud? Dal punto di vista commerciale e tecnologico, il legame con Tim è un ottimo trampolino di lancio per la vendita di nuovi servizi ai clienti della telco. C’è poi l’italianità: la rete dei 17 data center proprietari consentirà a Noovle Spa di gestire i server, i dati e le applicazioni dei clienti in un ambiente controllato, localizzato nello Stivale e sicuro. Un terzo aspetto da sottolineare sono le partnership tecnologiche con fornitori software molto forti sul mercato, come Google, Microsoft, Atos, Cisco, Citrix, Salesforce, Sap e VMware.

 

Un quarto elemento di forza sono le risorse, cioè gli investimenti, messi a disposizione da Tim per l’ulteriore espansione della rete di infrastrutture: su incarico della società madre, Noovle realizzerà sei nuovi data center che si specializzeranno nell’offerta di public e hybrid cloud, vantando una certificazione Tier IV.  La newco, inoltre, gestirà per conto di Tim sette data center “core” e quattro centri servizi dai quali viene erogata l’offerta di servizi cloud e IT dell’operatore di telecomunicazioni. Con questi ampliamenti l’infrastruttura di Gruppo Tim nel 2022 arriverà a occupare una superficie complessiva di 50.000 metri quadri, con una capacità che toccherà fino a 100 MW di potenza IT fruibile. La stretta integrazione  con la rete primaria in fibra ottica di Tim consentirà, secondo le intenzioni, una riduzione strutturale delle latenze di interconnessione tra i servizi.

 

Carlo D’Asaro Biondo e Mariarosaria Taddeo

 

Gli obiettivi di Noovle
Alla nascita, Noovle Spa conta circa mille addetti. Ai posti di comando siedono Carlo D’Asaro Biondo, in qualità di amministratore delegato, e Mariarosaria Taddeo, scelta come presidente non esecutivo. Biondo era entrato in Tim nell’aprile del 2020 con l’incarico di rafforzare le attività e le alleanze in campo cloud, e può vantare nella sua più che trentennale carriera anche una lunga esperienza in Google. Taddeo è professore associato all’Università di Oxford e vicedirettrice e ricercatrice del Digital Ethics Lab dell’ateneo, esperta di intelligenza artificiale e cybersicurezza. Sotto la loro guida, Noovle punterà a raggiungere un miliardo di euro di fatturato nel 2024, realizzando un crescita media annua di circa il 20% con un Ebitda atteso di circa 400 milioni di euro.