Le vendite di notebook e tablet continuano a crescere in Europa a discapito dei computer desktop fissi, dando conferma di come modello del lavoro ibrido stia prendendo piede nelle aziende. Secondo i monitoraggi effettuati da Context sulle principali catene di distribuzione tecnologiche dell’Europa occidentale, i livelli di vendita di Pc portatili e tablet nell’estate 2021 hanno superato i livelli dell’estate 2019 (il più vicino termine di paragone “neutro”, scevro dagli effetti dei lockdown dell’anno seguente). Il metodo di analisi di Context si basa sulla definizione di punteggi di performance in relazione all’indice 100, che fa riferimento ai livelli di vendita medi del 2019. Ebbene, i Pc portatili si rivelano la categoria più performante, con un indice di circa 120 fra la 25esima e la 36esima settimana del 2021, mentre i tablet sono intorno a un punteggio di 105. Ben lontani stanno i Pc desktop, raggiungendo un punteggio di appena 75.

 

Va detto, comunque, che rispetto alle dinamiche del 2020 i computer da scrivania hanno recuperato un po’ del terreno perso, con un incremento di vendite del 10% nel mese di agosto, anno su anno. Per i notebook si è registrato invece un calo del 2%, per i tablet una flessione del 17%. Potremmo forse dire che il confronto con il 2020 fa emergere le dinamiche delle prime ondate di pandemia e dei successivi assestamenti, mentre ragionando su tempi più dilatati si può intravedere la vera tendenza. Che sembra essere, appunto, quella di acquistare tecnologie non vincolate alla postazione di lavoro fissa.

 

Context fa notare che molte nazioni europee hanno mostrato gli stessi andamenti, ma con l’eccezione dell’Italia. Nel nostro Paese, infatti, il calendario scolastico influisce sul drastico calo di vendite di computer per il settore dell’educazione, tipicamente registrato nel mese di agosto. Inoltre l’Italia ha risentito, più di altri mercati, di problemi di fornitura che non hanno permesso di soddisfare pienamente la domanda e specie quella di Pc consumer. I retailer sono ancora alle prese con alcune incognite che determinano difficoltà e ritardi di approvvigionamento.

 

 

Altra interessante dinamica riguarda le tipologie di prodotto in ascesa: aumentano, nelle catene dei distributori, le vendite di computer con specifiche tecniche più elevate. Sul totale delle vendite a valore dei Pc professionali, il protocollo di connettività Wi-Fi 6, il più recente e veloce, a maggio del 2020 rappresentava appena il 16%; a settembre del 2021 la quota era salita al 70%. Nell’ambito del Pc consumer l’adozione del Wi-Fi 6 è stata più lenta, ma è comunque cresciuta nell’ultimo anno fino a raggiungere il 57% di quota a valore. 

 

“Ciò può essere spiegato da diversi fattori”, ha commentato Marie-Christine Pygott, senior analyst di Context. “Certamente, le statistiche sono alimentate dalla maggiore disponibilità sul mercato di modelli con Wi-Fi 6 abilitato di default. E le componenti giocano anch’esse un ruolo. Ma non possiamo escludere il fatto che le aziende e alcuni utenti domestici stiano facendo richiesta di una migliore connettività per il telelavoro, la gestione e la didattica a distanza. Il Wi-Fi 6 non soltanto aumenta le velocità di connessione ma migliora anche le reti gestendo molteplici dispositivi”.