Google insegue Apple a suon di steaming. Ed è il caso di dire “suono” perché la nuova strategia su cui l'azienda di Mountain View scommette attraverso YouTube riguarda la musica. Google aveva già provato a sfidare la concorrente di Cupertino, già affermata in questo ambito (il lancio di Apple Music risale al 2015), ma non c'è stato particolare entusiasmo finora né per Google Play Music né per YouTube Music. La colpa è stata forse proprio di YouTube, cioè della sua facilità di accesso e dell'abbondante disponibilità di contenuti musicali gratuiti: video, o semplicemente clip audio corredati di immagine fissa, caricati sia dagli utenti sia dai canali ufficiali degli artisti e comodamente organizzabili in playlist.

YouTube Music finora si è prsentato sostanzialmente come un canale interno alla piattaforma, ma le cose stanno per cambiare. La versione post restyling disponibile dal 22 maggio, secondo quanto spiegato da Big G, sarà “un nuovo servizio di streaming fatto per la musica e con la magia di YouTube”, che renderà “il mondo della musica più facile da esplorare e più personalizzato che mai”. La parola personalizzazione non è citata a caso, perché all'utente saranno proposti contenuti suggeriti sulla base della cronologia e dei suoi presunti gusti musicali (e fin qui nulla di nuovo) ma anche sulla base del luogo in cui si trova e di quello che sta facendo in un certo momento.

La schermata home di YouTube Music, infatti, cambierà dinamicamente adattandosi alla cronologia dei video fruiti ma anche ai dati di gelocalizzazione. “Siete in aeroporto?”, esemplifica il product manager Elias Roman, “Vi suggeriremo qualcosa di rilassante prima che vi imbarchiate. State andando in palestra? Vi consiglieremo qualcosa di ritmato, per accompagnare il battito cardiaco”. L'offerta accontenterà un po' tutti, gli onnivori dell'ascolto musicale così come i palati più raffinati e i cultori di generi di nicchia: sul canale saranno reperibili singoli e tracce di album, video ufficiali, esecuzioni dal vivo e remix, organizzati in base all'artista, al genere e a decine di migliaia di playlist. E ci sarà particolare attenzione all nuove uscite.

Contenuti a parte, ciò che è interessante dal punto di vista tecnologico è il deciso potenziamento della già esistente integrazione del Google Assistant. Si potrà interrogare l'assistente non solo nominando al microfono il titolo di una canzone da riprodurre, ma anche affidare a lui la scelta chiedendo una “canzone deprimente del 1987” (come nell'esempio raccontato dal giornalista musicale Bob Lefsetz, che ha testato la nuova versione in anteprima e che in risposta alla richiesta ha ottenuto With or without you degli U2).

 

 

 

Come potemo godere di tutto questo? Attraverso desktop o con un'app per smartphone, la quale (al pari di Amazon Music) consente di proseguire l'ascolto in background nel caso ci siano altre applicazioni in esecuzione sul telefono. La distribuzione comincerà la settimana prossima negli Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Messico e Corea del Sud, mentre per una selezione di Paesi europei, fra cui l'Italia, c'è una generica promessa di debutto “a breve”. Oltre alla versione gratuita del servizio, comprensiva di inserzioni pubblicitarie, Google proporrà la versione ripulita dagli spot al costo di 9,99 dollari al mese (disponibile però gratuitamente per gli iscritti a Google Play Music).