03/07/2026 di Valentina Bernocco

La “SaaSpocalypse” di Gartner: gli agenti AI non si possono ignorare

Secondo le previsioni, l’industria del SaaS enterprise perderà un quinto del giro d’affari potenziale da qui al 2030. Ma per i vendor ci sono opportunità da cogliere.

(Immagine generata con AI)

(Immagine generata con AI)

La profetizzata SaaSpocalypse ci sarà, ma (se ben gestita dai vendor) sarà ben poco catastrofica. Questa la visione di Gartner sull'impatto dell'Agentic AI sull'industria del software e in particolare del software-as-a-Service aziendale. Non sarà un fuoco di paglia, ma un cambiamento duraturo per il modo in cui il software viene concepito e anche per i modelli di business dei vendor. 

La società di ricerca prevede che da qui al 2030 l’Agentic AI possa sottrarre all’industria del Software as-a-Service enterprise fino a 234 miliardi di dollari di ricavi, ovvero il 20% del giro d’affari potenziale stimato. In altre parole, un quinto della spesa aziendale in SaaS prevista da qui al 2030 sarà assorbito da strumenti e servizi di Agentic AI.

Le aziende si affideranno un po’ meno ai software già pronti, erogati via cloud, per delegare agli agenti AI una parte dei propri flussi di lavoro e processi. Come fa notare Gartner, con l’Agentic AI le funzioni software non scompaiono ma diventano letteralmente invisibili agli occhi degli utenti, grazie ad agenti AI che lavorano per lo più dietro le quinte e che non richiedono (o richiedono solo in parte) interazioni classiche su un’interfaccia grafica.

“L’Agentic AI cambia l’economia del software”, ha dichiarato George Brocklehurst, managing Vice President at Gartner. “I sistemi agentici producono esiti diretti, scavalcando le tradizionali applicazioni fortemente incentrate sulla user experience e rendendo invisibile il software. Ciò spezza il legame tra la crescita del numero di utenti e la crescita dei ricavi per molti fornitori di software aziendale”.

Una metamorfosi, non una catastrofe

Ma dallo stesso analista giunge un invito a evitare allarmismi: “Il passaggio all’Agentic AI comporterà anche una ridefinizione della Saaspocalypse, cioè il disaggregarsi del mercato SaaS tradizionale, così come lo conosciamo oggi. Si tratterà di una metamorfosi, più che di un’apocalisse. Il SaaS non verrà distrutto, ma riemergerà in una diversa forma”.

Nella visione di Gartner, questa metamorfosi racchiude sia minacce sia opportunità, tanto per i vendor SaaS consolidati quanto per gli operatori emergenti. Le aziende sposteranno l’attenzione dall’acquisto di nuovi strumenti e dashboard, quindi dalla tecnologia, ai risultati. I buyer aziendali, ha spiegato Brocklehurst, “vogliono risultati migliori, ma aggiungere più funzionalità AI spesso genera maggiori costi, anziché migliori risultati”. Per ottenerli, si deve puntare su tecnologie AI dotate di memoria persistente e capacità di lettura del contesto: agenti AI, appunto.

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Nuove logiche di competizione

Come sottolineato da Gartner, oggi alcuni vendor già offrono soluzioni di Agentic AI per l'automazione di processi end-to-end, con capacità di orchestrazione su più sistemi e di lettura del contesto (per esempio, le interazioni degli utenti sul Web, o i dati di telemetria prodotti da un macchinario, o le conversazioni del supporto clienti, e via dicendo).

Secondo le previsioni di Gartner, gradualmente i vendor smetteranno di focalizzarsi sull’ottimizzazione dell’interfaccia, e dunque su elementi di grafica e usabilità, che per decenni sono stati (e in parte è ancora) un elemento per differenziarsi dalla concorrenza. Entreranno in scena, inoltre, startup che fin dal giorno zero proporranno piattaforme “agentiche” orizzontali.

I fornitori di SaaS che oggi dominano il mercato rischiano di essere soppiantati da questi soggetti emergenti? Per gli analisti, il rischio c’è ma è schivabile. Per i vendor consolidati sarà importante allontanarsi da un’impostazione centrata sulle interfacce e sugli account utente, per integrare capacità di Agentic AI nel livello operativo, procedurale dei software, nell’esecuzione. Gli agenti AI destinati al successo saranno quelli capaci non solo di ingerire dati, ma di sviluppare una memoria persistente e una conoscenza specifica dell’azienda in cui vengono calati.

“Il cambiamento pone una minaccia esistenziale per i vendor che difendono le tradizionali dashboard e i modelli basati su postazioni, ma crea una sostanziale opportunità di ricavi per i vendor che supporteranno e svilupperanno servizi e piattaforme per flussi di lavoro agentici inter-dominio”, ha sintetizzato Brocklehurst.

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