06/02/2012 di Redazione

Acronis: ci si affida di più al backup, ma non in Italia

Secondo Acronis nelle aziende crescono la fiducia e gli investimenti per i sistemi di backup e ripristino di emergenza. Per molti è chiaro che si possono risparmiare molti soldi, ma ci sono paesi che vanno controcorrente, come l'Italia.

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Le aziende sono più fiduciose nei backup e nelle tecniche di disaster recovery. Lo ha scoperto Acronis, che ha stilato un rapporto intitolato Acronis Global Disaster Recovery (DR) Index 2012.

Stando al documento "la chiave di questo incremento sta nei miglioramenti percepiti nella disponibilità di risorse adeguate (strumenti e ambiente) e delle tecnologie adatte per implementare tali attività. La sola fiducia in questi due criteri è più che raddoppiata negli ultimi 12 mesi a livello globale".

Si scopre inoltre che due aziende su tre controllano regolarmente i backup e le funzioni per il ripristino d'emergenza. In Italia e nel mondo sembra che si sia più sensibilità all'argomento, forse per effetto diretto dei tanti disastri che abbiamo vissuto nel 2011 – tra le conseguenze meno drammatiche anche tantissimi dati persi.

La classifica di Acronis

Il rapporto tuttavia evidenzia anche alcuni aspetti negativi, come per esempio il fatto che in alcuni paesi la fiducia è calata invece che crescere come nel resto del mondo. L'Italia passa dalla 12esima alla 16 posizione per fiducia verso le soluzioni di backup; i budget sono invariati e in metà delle aziende italiane si ritiene che i dirigenti non siano abbastanza attenti al tema backup.

Secondo il rapporto poi una PMI media produce poi 40 TB di nuovi dati ogni anno. Un valore incredibile, che sembra perfino eccessivo. Acronis ci è arrivata intervistando più di 6.000 persone in 18 paesi, dipendenti di aziende con al massimo 1.000 dipendenti; evidentemente sono state selezionate solo aziende ad alto contenuto tecnologico, perché è difficile immaginare che attività come  calzaturifici o pastifici possano riempire un hard disk dopo l'altro di fatture, email e fogli di calcolo.

Quando i sistemi cedono, comunque, nel 60% dei casi è per un errore umano che provoca mediamente 2,2 giorni di downtime, e perdite per 286.644 euro di mancata produttività.

In ogni caso i dati parlano chiaro. Qualsiasi attività che per funzionare abbia bisogno di dati digitali deve obbligatoriamente dotarsi di un sistema di backup e ripristino. I conti sono presto fatti, basta chiedersi quanto si perderebbe per un ogni ora d'inattività dovuta alla mancanza di dati. Se il backup costa meno ed è affidabile, allora bisogna sottoscrivere un contratto o comprare software e hardware a occhi chiusi.

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