Con il nuovo modello GPT-6 Astra, appena lanciato da OpenAI, l’intelligenza artificiale fa un ulteriore passo in avanti. Anzi, un salto generazionale, a detta dell’azienda di Sam Altman. Perché, anche se confrontato con il suo immediato predecessore GPT-5.6 Sol, il nuovo modello dimostra la propria superiorità in termini sia di prestazioni, velocità ed efficienza sia di autonomia sia di affidabilità. Ed è questo che, più di tutto, serve per poter procedere verso l’obiettivo (non per tutti desiderabile, ma per gli sviluppatori di AI lo è) della Artificial General Intelligence, o intelligenza artificiale forte, capace di svolgere attività complesse in autonomia e meglio di quanto non farebbero gli essere umani.
Certo, i potenziali rischi restano lo scoglio più importante, anzi cruciale, e la stessa OpenAI non è estranea ai recenti casi di cronaca di LLM che si sono dimostrati capaci di aggirare le istruzioni e realizzare hackeraggi pur di risolvere il task assegnato. A detta dell’azienda, in ogni caso, GPT‑6 Astra segna “una nuova frontiera” non solo in termini di velocità ma anche di accuratezza e sicurezza quando l'AI interagisce con file e applicazioni installate sul Pc, incluso il browser.
GPT-6 Astra può svolgere queste attività anche in modo autonomo. “Può occuparsi di compiti noiosi”, spiega OpenAI, “come compilare moduli online, aggiornare i record dei clienti in un Crm e organizzare il calendario. Può condurre ricerche online e redigere riassunti nella tua email o nel tuo editor di documenti. Può analizzare dati scientifici, generare grafici, creare un sito web ed eseguire controlli di Quality Assurance frontend per assicurarsi che tutte le funzionalità del sito siano operative. Può aiutarti a installare e testare autonomamente il software e a risolvere i problemi che vedi sullo schermo”.
Un fotogramma del progetto (interni di una abitazione) creato da GPT‑6 Astra su Blender, software di modellazione 3D.
Le abilità di GPT-6 Astra
Al momento GPT-6 Astra non è ancora in disponibilità generale, ma accessibile solo a un ristretto numero di organizzazioni, tra cui quelle incluse nel programma Daybreak. A breve, tuttavia, il rollout si estenderà agli utenti di ChatGPT Plus, Pro, Business ed Enterprise. Inoltre sarà reso disponibile agli sviluppatori tramite API di OpenAI e Aws.
Il nuovo modello riesce a eseguire flussi di lavoro articolati in più fasi, conciliando velocità e accuratezza del risultato. Sa, per esempio, produrre documenti, fogli di calcolo e presentazioni professionali, e può creare siti Web verificandone anche il corretto funzionamento. Astra è anche particolarmente efficiente e veloce nei processi di elaborazione della conoscenza: nelle simulazioni di latenza su OSWorld 2.0, Astra ha quasi dimezzato i tempi di GPT‑5.6 Sol (una riduzione del 47%) a parità di task.
Più autonomia per l’agente Codex
La superiorità di Astra si riversa anche su Codex, l’agente di intelligenza artificiale di OpenAI specializzato in ingegneria del software. Usando GPT-6 Astra come modello sottostante, Codex diventa più autonomo e può, per esempio, svolgere in successione azioni concatenate di modifica del codice, esecuzione, test, correzione e verifica.
Una novità importante riguarda il modo in cui Codex interagisce con il contesto. Normalmente, quando la cosiddetta finestra di contesto si riempie l’agente deve compattare la cronologia in un riassunto e potrebbe, così, perdere dei dettagli che devono poi essere ricostruiti. Con Astra viene introdotto un sistema per preservare e recuperare il contesto anche quando la finestra si riempie: Codex può conservare in memoria delle note persistenti e rendere ricercabili i contesti precedenti, inclusi requisiti e risultati dei test.