In Italia la banda ultralarga si estende sempre di più ai piccoli borghi, alle zone rurali e alle aree cosiddette bianche o a fallimento di mercato, riducendo il famigerato digital divide. Non siamo ancora all’optimum, ma ci avviciniamo: secondo uno studio realizzato da Deloitte in collaborazione con l’associazione “I Borghi più belli d’Italia”, a fine 2025 le connessioni Ftth (Fiber to the Home) hanno raggiunto il 92% delle 382 località che hanno ottenuto il “bollino” in virtù di particolari caratteristiche di valore (popolazione non superiore ai 15mila abitanti nell’intero Comune e non più di 2.000 residenti nel borgo, presenza di almeno il 70% di edifici storici anteriori al 1939).
La copertura è cresciuta notevolmente rispetto al 46% del 2021 e al 64% del 2022. Questo progresso è una buona notizia per i residenti e per tutta l’economia italiana, e non solo perché i borghi rappresentano una peculiarità di grande valore nella nostra offerta turistica. La disponibilità di infrastrutture di telecomunicazione adeguate a sostenere attività lavorative, nelle aziende o in contesti di smart working, è fondamentale per arginare il fenomeno dello spopolamento dei borghi.
Non bisogna farsi illusioni: per i prossimi quattro anni si prevede nei 382 borghi un calo demografico del 4,4%, quasi doppio rispetto alla stima sulla media nazionale italiana pari al 2,8%. Al momento non ci sono segnali di una inversione di tendenza sullo spopolamento dei borghi, ma per Deloitte l’infrastruttura in fibra ottica potrà esercitare un’azione di contrasto, rappresentando una leva di valore economico e occupazione. Il turismo è il primo, ma non l'unico settore impattato. Una tecnologia come il Fiber to the Home può rappresentare un incentivo per la nascita di nuove aziende: con l’Ftth le velocità di trasferimento dati possono raggiungere i 10 Gbps su connessioni stabili e a bassa latenza.
Una spinta per l’economia
All’interno del medesimo studio, un’analisi focalizzata sul Lazio mostra che i borghi certificati come “più belli d’Italia” sono solo l’11% del totale (24 su 217) ma contribuiscono a circa il 50% del valore aggiunto generato da tutti i borghi della regione, ovvero a 84 milioni di euro su circa 174 milioni. Inoltre supportano circa la metà dell’occupazione, cioè 1568 posti di lavoro su 3253.
“I dati confermano che i nostri borghi non sono solo un patrimonio da preservare per la loro unicità e valore culturale, ma un’opportunità concreta di sviluppo economico e territoriale”, ha commentato Marco Vulpiani, economic leader di Deloitte. “Da nostre analisi sui borghi più belli di Italia emerge come contribuiscano al Pil per 5 miliardi e all’erario con 2 miliardi annui, e vedano impiegati circa 91 mila occupati. I borghi più belli rappresentano solo una frazione dei borghi a livello nazionale (382 su circa 5500), per cui il contributo dei borghi totali è ancora più alto a conferma dell’importanza per la nostra economia di questa realtà”.
Deloitte ha anche quantificato il valore economico degli investimenti in banda ultra larga nelle aree bianche. Finora, considerando solo la fase di costruzione delle infrastrutture, questi investimenti hanno generato un impatto economico complessivo di 5,3 miliardi di euro (con un moltiplicatore di 1,1 euro di Pil per ogni euro investito nella costruzione) e hanno supportato il lavoro di 90mila occupati.
Ma la realizzazione delle infrastrutture è solo il primo passo. Deloitte stima che la presenza della banda ultralarga nelle aree bianche contribuirà per circa 16,2 miliardi al Pil italiano, con un moltiplicatore di 3,3 euro di Pil per ogni euro investito, e genererà oltre 250mila occupati. Secondo gli autori di questa analisi, c’è un bel potenziale inespresso da mettere in pratica: attualmente l’Ftth ha raggiunto il 92% di borghi più belli d’Italia ma le linee attivate non superano il 20%, forse perché i vantaggi della banda ultralarga non sono ancora stati capiti pienamente.