18/09/2026 di redazione

Moda e bellezza: si punta su branding predittivo e sentiment in tempo reale

Investimenti in AI in crescita per le aziende italiane del settore Fashion & beauty, mentre gli acquisti online guadagnano terreno: i dati di Netcomm.

L’intelligenza artificiale sarà sempre più importante nel settore della moda e della bellezza, anche in Italia: le aziende la utilizzeranno soprattutto per prevedere tendenze e per meglio capire i consumatori. Così racconta la ricerca "NetRetail Fashion", realizzata dal consorzio Netcomm in collaborazione con Veepee e appena presentata  a Milano durante l’evento Netcomm Focus Fashion & Beauty 2026.

Su un campione di aziende che vendono abbigliamento, accessori, makeup e cosmesi, l’80% è interessata all’AI per fare predictive branding, il 66,7% per analizzare il sentiment dei consumatori in tempo reale. Attività che aiutano nella personalizzazione e nella fidelizzazione, ma che non invalidano il ruolo dei professionisti del marketing: il 60% del campione è convinto che saranno le persone a definire e controllare le strategie di marca anche in futuro.

L’intelligenza artificiale, insieme alle infrastrutture digitali, è una priorità di investimento per il 57% delle aziende, così come lo è l’evoluzione della shopping experience omnicanale (57%). Più di quattro aziende su dieci (43%) nel prossimo triennio aumenteranno gli investimenti in customer experience, data e analytics, mentre si prospetta in calo la spesa destinata a contenuti visivi tradizionali e influencer marketing e rimangono ancora marginali i budget destinati a sostenibilità, parametri ESG e tracciabilità della supply chain.

E i consumatori, quanto sono tradizionalisti o innovatori nei loro acquisti di moda e cosmesi? Su 35,8 milioni di acquirenti di Fashion & beauty in Italia, il 70,7% (25,3 milioni) compra abitualmente su più canali, mentre sono 7,3 coloro che acquistano solo online (numero in crescita dell’11% anno su anno). Il 35% dei consumatori si rivolge a chatbot e altri servizi di intelligenza artificiale in fase pre acquisto, soprattutto per confrontare alternative (36,2%), per individuare la propria taglia (29,3%) e per effettuare ricerche personalizzate in base al proprio stile e budget (28,7%). 

“Il settore moda e beauty ha chiuso un ciclo di crescita basato sulla leva del prezzo e si trova di fronte a una necessaria normalizzazione della domanda, con un ebit margin che nel 2025 si attesta al 14,1%, ancora sopra i livelli pre-Covid ma in calo per il terzo anno consecutivo”, ha commentato Roberto Liscia, presidente di Netcomm. “In un contesto in cui la redditività è sotto pressione, la sfida delle aziende non si gioca più sui volumi, ma sulla capacità di riallineare prezzo e valore percepito. L’intelligenza artificiale deve compiere un salto di qualità decisivo, diventando una leva operativa strutturale: circa metà dei consumatori la usa già nel proprio percorso d'acquisto, principalmente per scoprire brand e confrontare alternative”.

“Il 2026”, ha detto Valentina Corbetta, country manager Italia di Veepee, “segna la convergenza di due grandi tendenze nel Fashion & Beauty: il consolidamento delle abitudini d'acquisto omnicanali e un utilizzo dell’intelligenza artificiale sempre più maturo e consapevole da parte dei clienti. In questo scenario, la tecnologia non deve sostituire la dimensione emotiva dello shopping (che il consumatore italiano protegge come rito sociale) ma agire come un facilitatore invisibile capace di guidare la Brand Discovery e risolvere le frizioni pratiche lungo il percorso d’acquisto”.

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