Lavorare nell’informatica rappresenta ancora un’ottima occasione, e non solo per chi viene assunto da una Big Tech. Guardando la nuova classifica “Best Small & Medium Workplaces in Europe” di Great Place to Work, si nota che le piccole e medie imprese dell’IT, più che quelle di altri settori, si distinguono per le occasioni di carriera offerte e per la qualità dell’ambiente lavorativo.
Nella lista delle cento migliori Pmi (da 50 a 499 dipendenti) dei 21 Paesi considerati, infatti, il settore IT ha una quota del 37%, davanti a servizi professionali (11%), servizi finanziari e assicurazioni (10%), sanità (4%), educazione e formazione (3%), edilizia e immobiliare (3%, la restante percentuale è nella categoria “altri settori”).
Ma l’IT non ha soltanto un maggior peso specifico: è anche ai primissimi posti della classifica. Ha conquistato l’oro la società Isolutions, realtà IT con sedi in Spagna e Svizzera, affiancata sul podio da Willhaben internet service e da Axxes, che sono rispettivamente il gestore del principale marketplace digitale e portale di annunci in Austria, la prima, e una società di consulenza IT belga la seconda.
Completano la top-ten la svedese Castra Group (Information Technology), la tedesca St. Gereon Seniorendienste (servizi per la terza età), la belga Unique (altri settori), la multinazionale Tanium, con sedi in Francia, Polonia e Regno Unito (Information Technology), la spagnola Marsenses Hotels & Homes (settore alberghiero), e ancora, la svedese Centiro e la tedesca Cofinpro, entrambe attive nell’Information Technology.
I punteggi sono stati assegnati con diversi criteri: sono state considerate le opinioni di 1,5 milioni di lavoratori europei in merito al grado di fiducia, all’innovazione, ai valori aziendali e alla leadership dell’organizzazione di cui fanno parte. Inoltre le aziende sono state valutate per la loro capacità di creare un’esperienza inclusiva e un ambiente di lavoro che valorizzi tutti i collaboratori indipendentemente dalle gerarchie e dal ruolo ricoperto.
La top-ten della classifica “Best Small & Medium Workplaces in Europe” di Great Place to Work (elaborazione grafica di Ictbusiness)
Le migliori Pmi in cui lavorare in Italia
A livello geografico, il vincitore è il Regno Unito: qui operano 13 delle 100 organizzazioni in classifica. Seguono Norvegia (dieci aziende), Belgio e Germania (otto ciascuna), Irlanda, Grecia e Cipro (sette), Svezia (sei), Danimarca, Olanda e Italia (cinque), Spagna, Polonia e Turchia (quattro), Portogallo e Lussemburgo (tre), Svizzera, Austria, Francia e Finlandia (due) e Islanda (una). Ma questo particolare ordine dice poco, considerando la diversa estensione geografica e densità di popolazione aziendale di questi Paesi.
Tra le cento vincitrici sono solo cinque le Pmi attive nel nostro Paese. Il migliore posizionamento lo ha ottenuto GalileoLife, al 25esimo posto: si tratta di una realtà pugliese che sviluppa soluzioni per il settore farmaceutic. Ci sono poi Jet HR, società di software per le risorse umane (50° posto), Aton Group, una tech company certificata B Corp che aiuta nelle vendite omnichannel, nei processi di tracciabilità e nella gestione della supply chain (52esimo posto), l’agenzia di head hunting Reverse (55esimo posto) e ancora Vianova, un operatore di rete fissa e mobile B2B (63esimo).
“L’edizione 2026 della classifica Best Small & Medium Workplaces in Europe conferma che l’Italia fatica ancora ad affermarsi tra i migliori ambienti di lavoro del continente”, ha commentato Alessandro Zollo, Ceo di Great Place to Work Italia. “Le cinque realtà italiane presenti in classifica dimostrano però che, anche in un contesto nazionale dove l’ascolto e il supporto ai collaboratori non sono ancora una priorità diffusa, è possibile costruire organizzazioni capaci di distinguersi. Sono imprese che rompono gli schemi di una cultura organizzativa ancora troppo legata al controllo e alla gerarchia, puntando invece su fiducia, responsabilità condivisa e valorizzazione delle persone. La vera sfida ora è trasformare queste esperienze eccellenti in una cultura diffusa tra le piccole e medie imprese del Paese”.
Le italiane in classifica (elaborazione grafica di Ictbusiness)