18/09/2026 di Giancarlo Calzetta

Rete elettrica digitale: il ruolo delle reti mobili 4G e 5G private

La transizione energetica rende la rete elettrica più distribuita e complessa. Le reti wireless private 4G e 5G possono migliorare controllo, automazione e resilienza delle utility.

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Tra le mille sfide che l’Europa sta affrontando in questi anni complicati, una delle più grandi è quella della trasformazione delle reti energetiche a causa della transizione verso le fonti rinnovabili. L’evoluzione della forza generante, infatti, sposta l’attenzione verso discorsi che esulano dalla tradizionale capacità generativa e dai sistemi di accumulo. Più la produzione di energia diventa distribuita, più cresce la necessità di una rete elettrica capillarmente connessa, in grado capace di sapere in tempo reale che cosa sta accadendo e di reagire rapidamente a guasti, fluttuazioni della domanda e della produzione.

Per questo, le infrastrutture di telecomunicazione delle utility assumono un ruolo strategico decisamente più rilevante che in passato in quanto, secondo Nokia, le reti wireless private basate su 4G e 5G possono diventare uno degli elementi abilitanti della modernizzazione. L’esperienza dei blackout che hanno interessato l'Europa tra il 2025 e il 2026 quali quello della Penisola Iberica, dell'aeroporto di Heathrow e di Berlino, hanno mostrato non soltanto quanto la società dipenda dall'elettricità, ma anche quanto la rapidità di ripristino sia importante per limitare gli effetti di un'interruzione.

Dalla rete elettrica lineare a una rete distribuita

Il nodo principale delle “nuove” reti elettriche risiede nella “decentralizzazione” della produzione. Inoltre, fotovoltaico, eolico, batterie domestiche e veicoli elettrici stanno rendendo bidirezionali i flussi energetici portando famiglie e aziende a essere consumatori e produttori in momenti diversi della giornata. Questo comporta anche che la quantità di energia immessa nella rete può cambiare rapidamente in funzione delle condizioni meteorologiche, della domanda e dei comportamenti. L’unica funzione in grado di gestire questo scenario quantomeno mutevole risiede nella visibilità granulare e tempestiva di cosa accade nella rete, in modo da poter bilanciare i carichi nel modo giusto. Anche l'automazione assume un peso crescente: sistemi di controllo e protezione devono poter riconfigurare parti della rete, modificare i flussi e reagire alle anomalie senza dipendere a priori da interventi manuali. Nel caso del blackout di Heathrow, per esempio, l’incendio in una sottostazione ha bloccato l’operatività soprattutto perché il ripristino era complesso e completamente demandato alla manodopera.  Una rete di telecomunicazione più moderna e il ricorso intenso all’automazione consentono di individuare più rapidamente un problema, coordinare gli interventi e velocizzare parte delle procedure necessarie a isolare un guasto e riportare in servizio l'infrastruttura.

Perché una rete 4G o 5G privata

Per Nokia, una possibile risposta è rappresentata dalle private wireless network basate sugli standard 3GPP, in particolare reti 4G e 5G operanti nelle bande a 410 e 450 MHz. L'utilizzo di frequenze relativamente basse presenta un vantaggio importante per le utility: maggiore portata del segnale e migliore capacità di penetrazione negli edifici. Diventa quindi possibile coprire territori molto estesi con un numero relativamente contenuto di stazioni radio e raggiungere dispositivi collocati in situazioni difficili, come smart meter installati negli scantinati o apparati distribuiti nelle aree rurali. Ma la copertura è soltanto una parte del problema. Una rete privata permette all'operatore di controllare direttamente infrastruttura, livelli di servizio, dispositivi collegati e politiche di sicurezza, senza dipendere completamente dalla disponibilità di una rete mobile commerciale.

La rete può inoltre essere progettata per continuare a funzionare proprio quando l'infrastruttura elettrica ha un problema. Nokia cita l'esempio di ESB Networks in Irlanda, che sta realizzando una rete LTE privata a 410 MHz pensata anche per garantire resilienza durante eventi meteorologici estremi e guasti, attraverso sistemi di backup energetico in grado di mantenere attive le comunicazioni.

Una sola infrastruttura per SCADA, tecnici e applicazioni digitali con attenzione alla cybersecurity

C'è poi un problema di razionalizzazione tecnologica. Le utility utilizzano spesso un mosaico di infrastrutture di comunicazione sviluppate in periodi differenti: radio VHF e UHF, TETRA, CDMA, telemetria narrowband, ponti radio a microonde e servizi forniti dagli operatori mobili. La prospettiva indicata da Nokia è quella di convergere progressivamente su una piattaforma LTE/5G capace di supportare contemporaneamente traffico SCADA, comunicazioni delle squadre sul campo e nuove applicazioni digitali. Una convergenza che potrebbe semplificare la gestione, ma soprattutto rendere più semplice l'introduzione di applicazioni che richiedono connettività diffusa e disponibilità dei dati in tempo reale.

La maggiore digitalizzazione porta inevitabilmente con sé anche una superficie di attacco più ampia. Nei dati rilasciati dal Clusit, nel primo trimestre 2025 gli incidenti cyber che hanno interessato aziende dell'energia e delle utility risultavano superiori del 40% rispetto al 2023. Una rete privata può offrire alle utility maggiore controllo sui dispositivi connessi e sulle politiche di sicurezza rispetto a un'infrastruttura pubblica condivisa; ma questo non significa che il semplice utilizzo di una rete privata renda sicura l'infrastruttura. Al contrario, la sicurezza deve essere prevista nella progettazione stessa della rete, soprattutto considerando la durata degli investimenti nel settore energetico. Contatori, apparati di protezione e sistemi industriali possono infatti rimanere operativi per dieci anni o più. Il passaggio verso nuove infrastrutture sarà quindi necessariamente graduale e, per diversi anni, tecnologie legacy e nuove reti wireless dovranno convivere.

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