Samuel J. Palmisano, ex AD e attuale presidente di IBM Samuel Palmisano ha spiegato al New York Times le ragioni che hanno portato l'azienda ad abbandonare alcuni settori, tra cui quello dei personal computer, venduto a Lenovo nel 2004.
L'intento di IBM era quello di scrollarsi di dosso non solo le attività che non rendevano, ma anche quelle che rendevano poco. Una scelta che si è rivelata quella giusta, a giudicare dallo stato attuale di Big Blue. L'azienda forse non trova più posto nelle cronache delle tecnologie più mondane, ma è diventata un punto di riferimento nell'innovazione tecnologia, soprattutto nell'ambito dei supercomputer, dei servizi e dei software avanzati.
Sam Palmisano
Scegliere solo le attività ad alto rendimento si è rivelata vincente, e infatti le azioni di IBM vanno più che bene da anni. Un risultato reso possibile anche dalla missione che si era dato Palmisano, e cioè riportare IBM al ruolo centrale che aveva avuto fino agli anni settanta.
E per diventare campioni nell'innovazione, centri di gravità per il pensiero, depositari della creatività tecnologica, bisogna prima di tutto saper riconoscere dove si trova lo spazio per innovare. "Se decidi di muoverti in uno spazio diverso, dove c'è innovazione e dove può fare cose uniche e guadagnarci, questo non sarà il settore dei PC".
Ecco spiegato perché ora i Thinkpad sono prodotti da Lenovo. Nei PC non si può innovare, né guadagnare gli alti margini cercati da IBM, né stimolare idee e creatività. E questo è quanto; di certo IBM ha (ri)trovato la strada del successo, grazie anche a iniziative come Smarter Planet, un progetto nel quale si possono ritrovare alcune delle idee più sorprendenti viste negli ultimi anni – con buona pace di chi sviluppa applicazioni per smartphone.
Con il senno di poi è difficile smentire palmisano. I PC tutto sommato sono uguali a sé stessi da anni. Certo, cambiano i processori, gli hard disk sono più grandi e veloci, i colori degli schermi più belli e tante altre cose; ma non c'è sostanziale innovazione. In casa IBM invece s'immaginano, e si realizzano, reti elettriche intelligenti, città capaci di gestire da sole il traffico, reti di trasporti ad alta efficienza.