07/09/2026 di redazione

Ransomware, senza backup immutabile le aziende perdono terreno

Solo il 16% delle grandi aziende dispone di uno storage di backup a immutabilità assoluta: una ricerca di Omdia per Object First.

L’immutabilità dei dati è una garanzia nelle strategie di backup fortemente orientate alla resilienza operativa, quelle che puntano a garantire al 100% il veloce ripristino dopo un incidente, una cancellazione accidentale dei dati o un attacco ransomware. Ma sono poche, a oggi, le aziende che dispongono di una storage di backup ad immutabilità assoluta, in cui risulti impossibile qualsiasi modifica o cancellazione dei dati salvati. Nemmeno un amministratore IT con elevati privilegi potrebbe farlo, e dunque si tratta di una misura di protezione utile in tutti i casi di attacco con abusi di credenziali o escalation di privilegi.

Una nuova ricerca condotta da Omdia (la ex Canalys) per Object First svela che, su un campione d’indagine di 700 grandi aziende statunitensi ed europee, da almeno mille dipendenti, solo il 16% ha adottato un sistema di storage di backup ad immutabilità assoluta. Eppure il 93% dei responsabili IT e di cybersicurezza considera questa tecnologia come  fondamentale per la protezione da ransomware, e dunque per la resilienza operativa.

Lo scarto tra consapevolezza e concretizzazione è dunque ampio. Esiste un “gap di immutabilità” negli ambienti di storage di backup, un gap che determina un peggioramento degli esiti da ripristino. Il rischio di perdere dati è endemico: l'83% delle organizzazioni del campione ha subìto un attacco ransomware andato a buon fine nei 24 mesi precedenti al rilevamento, dato in crescita sul 66% del 2024. 

Di contro soltanto il 39% ha ripristinato almeno i tre quarti dei propri dati dopo un attacco, e in questo caso la percentuale evidenzia un calo dal 57% del 2024. Nel 76% delle aziende l’evento di perdita dati più grave ha sforato gli obiettivi di Recovery Point Objective (RPO), ovvero il ripristino ha impiegato più tempo del dovuto.

Dunque non solo il rischio di interruzioni operative legate a ransomware crittografici o ad altri fatti è molto concreto, ma per le aziende diventa sempre più difficile riprendere le attività dopo l’incidente. Detto diversamente, sulla minaccia ransomware le grandi aziende stanno perdendo terreno.

“Il ransomware può portare a una crisi della continuità aziendale e i dati dimostrano che molte organizzazioni non si rivelano all'altezza quando si tratta di garantire un ripristino affidabile”, ha dichiarato Simon Robinson, Principal Analyst di Omdia. “Sebbene la maggior parte dei leader tecnologici riconosca l'importanza del backup immutabile, la ricerca evidenzia un chiaro divario tra l'immutabilità percepita e l'Immutabilità Assoluta. Colmare tale divario è essenziale per le organizzazioni che necessitano della certezza che i propri dati di backup siano ripristinabili in caso di attacco”.

“Quando il ransomware colpisce, il ripristino non può dipendere da backup che possono ancora essere alterati, cancellati o compromessi”, ha commentato David Bennett, Ceo di Object First. “La ricerca di Omdia conferma ciò che sentiamo ogni giorno dai nostri clienti: lo storage di backup ad immutabilità assoluta è l'ultima linea di difesa contro il ransomware. Le aziende devono avere la certezza che, anche se gli attaccanti dovessero ottenere l'accesso alle credenziali IT o compromettere i sistemi di produzione, i loro dati di backup rimangano protetti e ripristinabili”.

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