02/09/2015 di Redazione

Samsung sbanda in curva: quinto mese nero di fila in borsa

L’azienda sudcoreana ad agosto ha perso l’8,1% del proprio valore azionario, pari a 12 miliardi di dollari di capitalizzazione. È la striscia peggiore dal dicembre 1983. Secondo gli analisti, il nuovo Galaxy S6 non ha contribuito al rilancio e la competiz

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L’ironia della sorte vuole che Samsung abbia provato a stupire il mercato con uno smartphone, il Galaxy S6 Edge, con i profili dello schermo arrotondati. Oppure, utilizzando un altro aggettivo, curvi. Ecco, il problema dell’azienda sudcoreana ultimamente sono proprio le curve: non quelle di design dei cellulari, ma quelle, implacabili, dei grafici della borsa di Seul. Il colosso asiatico ha infatti chiuso il quinto mese consecutivo di contrattazioni con il segno meno, battendo il record negativo che durava dal dicembre 1983. E agosto è stato terribile: Samsung ha lasciato sul terreno l’8,1% del proprio valore azionario, con gli investitori scatenati sul piano delle vendite. Otto punti significano circa 12 miliardi di dollari di capitalizzazione che, sommati ai quattro mesi precedenti, fanno ben 44 miliardi da aprile. All’incirca il valore di General Motors.

Ma quali potrebbero essere i motivi di una débâcle di queste dimensioni? Una premessa è però necessaria: come fanno notare alcuni analisti, anche le performance di altri colossi tecnologici stanno vivendo un periodo non del tutto felice. Apple, ad esempio, nelle prime fasi dopo l’apertura settimanale a Wall Street perdeva lo 0,19% e le notizie provenienti da Pechino nei giorni scorsi non hanno certo facilitato la vita a nessuna azienda.

La stessa casa di Cupertino è dovuta intervenire facendo sentire direttamente la voce del “padrone”, con Tim Cook che si è visto costretto a tranquillizzare a gran voce gli investitori. Comportamento decisamente anomalo per Apple, abituata a comunicare ben poco con i media. Detto questo, Samsung si trova in una situazione differente e potrebbe presto diventare il classico gigante dai p­iedi d’argilla. La scelta di anticipare a marzo il lancio dei nuovi smartphone top di gamma, vale a dire i Galaxy S6, non sembra avere pagato.

Già a maggio erano circolati i primi calcoli su dati di vendita non soddisfacenti e si vedrà ora come si comporterà il “maggiorato” S6 Edge+, svelato ad agosto. Inoltre, Samsung ha ora lasciato campo libero ad Apple, pronta a presentare l’aggiornamento dell’iPhone, il tanto atteso modello 6s, il prossimo 9 settembre. La casa di Cupertino potrà così marciare in splendido isolamento verso i mesi solitamente più profittevoli dell’anno, vale a dire quelli delle festività natalizie, offrendo un refresh del proprio prodotto di punta e potendo abbassare anche i prezzi dei modelli precedenti.

Ma, per alcuni osservatori e media statunitensi, i problemi di Samsung non si celerebbero soltanto nella perenne sfida con la Mela. Sono ben più profondi e si allargano anche alla competizione con tutti gli altri marchi che si appoggiano alla piattaforma Android. “Gli smartphone ormai si assomigliano più o meno tutti”, scrive John Biggs sul sito Techcrunch, “e c’è poca differenza tra un cellulare Android e un altro e, cosa forse ancora più importante, anche tra un top di gamma di questa categoria e un iPhone”.

 

Il nuovo Galaxy S6 Edge+ da 5,7 pollici confrontato con il modello S6 Edge "standard" (5,1")

 

Samsung sarebbe quindi costretta a sopportare una pressione fortissima, con una miriade di player meno famosi che stanno facendo la guerra ai sudcoreani, in particolare nei mercati emergenti. La già citata Cina, ad esempio, che per anni ha rappresentato la manna dal cielo per i colossi tecnologici, sta ora premiando le aziende locali. Nel Paese del Dragone, Samsung non è più il principale vendor di smartphone (mentre detiene ancora il titolo a livello mondiale) e ha dovuto abdicare a Xiaomi e Huawei, che nel secondo trimestre del 2015 si sono accaparrate oltre il 31% di market share, relegando il gruppo coreano al quarto posto dietro ad Apple. E settembre, invece, cosa porterà?

 

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